Il Tirreno

Prato

Ecco Esketic il brand per la lana riciclata

di Maria Lardara
Da sinistra Cinzia e Fabrizio Tesi, Fernanda Neri e Fabio Fontani
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Da sinistra Cinzia e Fabrizio Tesi, Fernanda Neri e Fabio Fontani

Prato, I cappotti, disegnati dagli studenti del liceo artistico Brunelleschi, saranno commercializzati on line dai primi di luglio

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PRATO. Parafrasando una famosa canzone di Sting, “message in a bottle” diventa “message in a coat”. Perché è come se quel cappotto parlasse e intrecciasse i fili di una storia tutta da raccontare, un messaggio racchiuso nell'etichetta interna che recita, appunto, “Message in a coat. Textile district of Prato”. Quel cappotto, quello magari in una vita precedente era stato una giacca e poi in futuro, chissà, potrebbe trasformarsi in un maglione, diventa il primo brand di lana riciclata tutto “made in Prato” per capispalla. Si chiama “Esketic”, riferimento non casuale al giaccone icona degli anni ’70 rivisitato in chiave etica, e dal 3 luglio sarà in vendita on line sul canale di e-commerce www.esketic.com.

L'IMPRESA. Dietro questo un marchio di abbigliamento etico che ha come testimonial d'eccezione un orso polare a rischio di estinzione c’è l’intuizione di Fabio Fontani, tecnico tessile pratese che ha lavorato per tanti anni in Sud America, ci sono i contatti preziosi di Fernanda Neri, ex buyer attiva molto all’estero, e c’è il capitale della Com.I.Stra di Fabrizio e Cinzia Tesi con il loro impianto di carbonizzazione unico al mondo che ha dato gambe a questo progetto di moda ecosostenibile cucito su un target ben preciso. «È una linea pensata da studenti per altri studenti, quelli che frequentano le più grandi scuole di moda al mondo, destinata per il commercio on line e la condivisione sui social network», spiega Fontani che s’avvale di un database di 80 fashion school, dal Polimoda alla Central St.Martin di Londra tanto per citare le realtà più prestigiose.

DA STUDENTI A STUDENTI. A disegnare la linea di cappotti, infatti, sono stati gli studenti del liceo artistico “Brunelleschi” di Montemurlo che, a partire dallo scorso gennaio, si sono cimentati in un vero e proprio contest d’idee che li ha visti all’opera nell’ambito del progetto “Alternanza scuola - lavoro”. Gli studenti hanno lavorato sia alla parte stilistica che grafica, disegnando il logo del brand. Nel frattempo a marzo veniva costituita una società, Etica srl, con l’obiettivo di lanciare il nuovo brand che abbraccia l’economia circolare impressa nel Dna dei pratesi grazie alla tradizione della lana rigenerata. Inizialmente Fontani pensava a reperire finanziamenti attraverso una delle tante piattaforme di crowdfunding in rete ma poi è avvenuto il felice incontro con la Com.I.stra che ha sposato l'operazione. «Abbiamo ricevuto una cinquantina di progetti, selezionandone due per i nostri obiettivi - racconta Fontani - Li abbiamo riadattati per le esigenze del mercato e il risultato è una doppia linea di cappotti per uomo e donna, declinati nelle tinte di blu e grigio, affiancati da una collezione di accessori».

PERCHÉ LA LANA RICICLATA. Il tessuto velour della Com.I.Stra certificato “Grs” (Global Recycle Standard) combinato al tipico “bicchebocche” pratese (tessuto bottonato) prodotto dal lanificio Fortex danno vita così a un cappotto etico, che avvolge con la sua calda stoffa di lana riciclata un orso bianco, portatore di un messaggio ben preciso contro la seconda industria più inquinante al mondo. «Non si tratta solo di un’operazione commerciale. Chi acquista un cappotto con il marchio “Esketic” compie una scelta etica ben precisa nel rispetto dell’ambiente visto che il settore della moda rappresenta la seconda industria più inquinante al mondo - sottolinea Fontani - Il buon esempio arriva da Prato grazie alla lana riciclabile con tecnologie e know how che soltanto nel nostro distretto esistono da oltre un secolo». L’obiettivo è quello di vendere 10mila cappotti all’anno.

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