Gioco
«Limitare il consumo del suolo senza frenare lo sviluppo»
PRATO. «L'area di Firenze, Prato e Pistoia è la più popolata e quella in cui le imprese hanno contribuito a plasmare il paesaggio attuale. Nella discussione che ha preceduto la stesura delle nuove...
PRATO. «L'area di Firenze, Prato e Pistoia è la più popolata e quella in cui le imprese hanno contribuito a plasmare il paesaggio attuale. Nella discussione che ha preceduto la stesura delle nuove norme c'è stato chi ha fortemente rivendicato la libertà di impresa, ma con la legge urbanistica regionale 65/2014 è stato trovato un meccanismo efficace per limitare il consumo di nuovo suolo senza frenare lo sviluppo». Lo ha detto ieri mattina alla Camera di Commercio di Prato, l'assessore regionale all'urbanistica Vincenzo Ceccarelli che, incontrando amministratori, professionisti e imprese pratesi, ha parlato di quello che è e sono i primi risultati dall'attuazione della Legge urbanistica 65/2014. Prato e provincia continuano ad essere cosi un esempio di scelte, sul piano paesaggistico, nelle quali convivono sviluppo industriale e tutela ambientale, e soprattutto Montemurlo sta per redigere un nuovo piano strutturale in cui il recupero di vecchi fabbricati industriali non si tramuti in appartamenti, ma tornino ad essere luoghi di sviluppo per imprese di qualità. Quella di ieri mattina è stata la quarta tappa di un tour di 5 date voluto dall'assessore regionale per portare direttamente sul territorio il confronto sui nuovi strumenti urbanistici regionali e sullo stato di attuazione delle novità previste, affrontando dubbi e discutendo delle diverse situazioni faccia a faccia con chi per lavoro deve confrontarsi ogni giorno con le novità normative. Il Piano paesaggistico regionale toscano e la legge 65/2014 non sono nati non per rimediare a scempi del passato, ma sono un'evoluzione qualitativa lungimirante che ha reso la Toscana un esempio a livello nazionale. «Prima della nostra scelta di definire perimetri urbani entro cui poter intervenire ed aree rurali a consumo zero, per quanto riguarda la funzione residenziale - ha spiegato l'assessore- a livello nazionale ancora si parlava di consumo di suolo proponendo quote annuali per ciascuna regione, un po' come le quote latte. Il salto di qualità è evidente». Presenti al seminario di ieri anche il sindaco di Prato, Matteo Biffoni e l'assessore all'urbanistica Valerio Barberis. (a.f.)
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