Il Tirreno

Prato

Il vescovo festeggiato da 80 sacerdoti

Il vescovo durante l’omelia della messa in suo onore (foto Batavia)
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Il vescovo durante l’omelia della messa in suo onore (foto Batavia)

In cattedrale la celebrazione per i 50 anni di sacerdozio: «La Chiesa non ha bisogno di preti stanchi»

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PRATO. Chiesa e città di Prato si sono strette attorno al vescovo Franco Agostinelli per festeggiare con lui il cinquantesimo anniversario del suo sacerdozio. La speciale ricorrenza è stata ricordata in cattedrale con una messa solenne di ringraziamento concelebrata da cinque vescovi toscani e da ottanta sacerdoti nel tardo pomeriggio di ieri. Data in cui in tutto il mondo si celebra il Sacro Cuore di Gesù, giornata della santificazione sacerdotale.

Tanti anche i pratesi presenti in chiesa venuti per salutare il proprio Pastore in un giorno così importante nella sua vita di prete: entrato in Seminario a 9 anni, ordinato nel 1968 e poi divenuto vescovo, prima di Grosseto e poi dal 2012 ordinario diocesano di Prato.

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Sotto al presbiterio c’era la mamma Lina, 94 anni, salutata con affetto da mons. Agostinelli a inizio celebrazione: «Nel decennale del mio sacerdozio mi dicesti: facciamo una grande festa perché per i 50 anni non ci sarò. Invece sei ancora qui con me». I saluti della comunità ecclesiale sono stati fatti dal vicario generale della diocesi mons. Nedo Mannucci, che ha consegnato al Vescovo un dono a nome di tutti i fedeli. In duomo, nelle prime file, erano sedute le autorità cittadine. C’erano il sindaco Matteo Biffoni e numerosi membri di giunta, i rappresentanti delle forze dell’ordine e della società civile. Al termine della messa il primo cittadino è salito sul presbiterio per salutare monsignor Agostinelli e porgere un omaggio per conto della città. Nell’omelia monsignor Agostinelli ha voluto ringraziare tutti i presenti: fedeli, sacerdoti e vescovi. «Il Signore ci ha scelto per annunciare il Vangelo di Dio a chi lo cerca e a chi non sente di averne bisogno – ha detto ai sacerdoti – Ricordatevi: la Chiesa non ha bisogno di preti stanchi e demotivati ma di coloro che sono sempre pronti a combattere la buona battaglia».

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Rivolgendosi alle istituzioni monsignor Agostinelli ha rinnovato la disponibilità a «lavorare insieme per un impegno civico e cristiano orientato al bene comune della gente». Oltre ad Agostinelli la Chiesa di Prato oggi ha ricordato altri quattro giubilei sacerdotali. Quelli di Guglielmo Pozzi,  Pierluigi Milesi, don Angelo Rancati e  Carlo Rocchetta, ordinati nella cattedrale di Prato cinquant’anni fa, il 15 dicembre 1968. «Tutti sessantottini un po’ speciali», come ha detto simpaticamente il vicario mons. Mannucci nel salutarli. La messa si è conclusa con un doppio omaggio mariano. Monsignor Agostinelli ha deposto un mazzo di rose rosse e bianche sull’altare della Cappella della Madonna del Sacro Cingolo mentre il coro intonava l’inno della Madonna del Conforto di Arezzo, alla quale il vescovo è molto devoto.

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