Sicurezza
Visita annuale fissata al 2020
Lo sconcerto di una donna che deve sottoporsi a un controllo al seno
PRATO. La buona sanità esiste, lo sappiamo, ed è quella che spesso non fa notizia. Purtroppo quella che fa notizia è la “malasanità”, il che il più delle volte significa cattiva organizzazione, disinformazione e liste di attese infinite. Gli ultimi casi sono stati segnalati al Tirreno dalla signora Martina . Ecco il suo racconto. «Il 20 aprile mi sono recata al centro Giovannini, che ho trovato in uno stato di degrado imbarazzante con operatori che gironzolavano per il corridoio apparentemente senza niente da fare, per una visita oculistica. Dovevo pagare il ticket sanitario allo sportello automatico e visto che in quel momento era inabilitato il pagamento con carta, mi sono trovata costretta a pagare con i pochi contanti che avevo. La macchina però non mi ha erogato il resto dovuto (€ 10). Come indicato nella ricevuta erogata dallo sportello automatico, mi sono rivolta all'accettazione, dove ho trovato tre operatrici che non sapevano minimamente come gestire la situazione.
Alla fine mi hanno compilato un modulo dicendomi di attendere di ricevere il rimborso, ma non erano molto sicure che effettivamente sarebbe avvenuto.A tutt'oggi non ho ricevuto nessun rimborso. Ho scritto numerose email all’urp ma non mi hanno dato nessuna informazione concreta circa lo stato del mio rimborso. Credo che questa situazione sia veramente vergognosa. Non è possibile che per un problema causato da loro, un cittadino debba faticare così tanto per avere, forse, un rimborso».
«Altra situazione imbarazzante - prosegue la sgnora Martina - è l’organizzazione e la gestione delle visite di prevenzione e diagnosi precoce del centro salute donna, di cui vi descrivo due episodi: il 7 maggio sono andata a fare una visita al seno (fissata da un anno e mezzo) che mi hanno fatto un paio di ore in ritardo rispetto all’orario dell’appuntamento (dovendo quindi chiedere ulteriore permesso a lavoro oltre a quello già richiesto per fare la visita). La dottoressa che mi ha visitata mi ha detto di farmi controllare annualmente e mi ha fatto la richiesta per una nuova visita. Sono andata subito dopo la visita all’accettazione per prendere l’appuntamento che però mi è stato dato per il 9/04/2020...
Ad aprile ho ricevuto una comunicazione dall’ USL per effettuare il Pap Test in data 15/05/18 (in ritardi rispetto a quando avrei dovuto farlo), che come indicato nella comunicazione stessa, deve essere effettuato ad almeno cinque giorni dalla fine del ciclo. Ho chiamato con largo anticipo per spostare l’appuntamento comunicando che in quei giorni non avrei potuto farlo. Mi è stato detto che al momento non potevano darmi un altro appuntamento, di non presentarmi e di richiamare a maggio per un nuovo appuntamento.Così ho fatto ma mi è stato detto, di richiamare a giugno.
Oggi ho richiamato e mi hanno detto che non avevano appuntamenti liberi di riprovare a chiamare il mese successivo». Ogni commento, come si dice in questi casi, è superfluo.
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