Sicurezza
Il viaggio degli studenti dentro la filiera
Al Museo del Tessuto e al Buzzi esposti gli abiti realizzati durante il progetto “È di moda il mio futuro”
PRATO. Una manciata di abiti per una mini mostra. Capi che uniscono passato e presente in un intreccio di tessuti (è proprio il caso di dirlo) del progetto “È di moda il mio futuro – speciale filiera” che ha visto la sinergia dell’istituto Buzzi e dell’istituto’Russell-Newton’di Scandicci. Un progetto di Confindustria Toscana Nord con la collaborazione delle due scuole, dei Comuni dove queste sono ubicate (oltre alla provincia di Prato) e di Confindustria Firenze.
L’iniziativa è partita ad aprile e i ragazzi (III B e III D sistema moda del Buzzi e III E sistema moda del Russell Newton) hanno svolto visite aziendali per studiare e capire da vicino come si progetta e come si realizza un tessuto fino al capo di abbigliamento. I ragazzi così hanno visto, a seconda del diverso punto di vista dovuto alla natura dei loro studi, cosa c’è a monte della realizzazione di un abito o viceversa cosa accade a valle della produzione di un filato e di un tessuto. Ieri gli abiti realizzati sono stati esposti al Museo del Tessuto, oggi saranno al Buzzi e l’8 giugno a Scandicci, al castello dell’Acciaiolo. Nel progetto sono state coinvolte le imprese Azeta filati, i lanifici Marini industrie, Texmoda e la Cunningam. Gli studenti, presso le aziende, hanno preso visione delle schede tecniche dei tessuti, hanno realizzato variazioni di disegno e colore e l’istituto di Scandicci ha pure realizzato alcuni capi, messi in mostra al Museo del Tessuto durante la presentazione finale del progetto.
«Un modo questo – sottolinea Andrea Cavicchi presidente della sezione sistema moda di Confindustria Toscana Nord – per avvicinare i ragazzi ai prodotti tessili, ai filati e ai tessuti. E le aziende hanno coinvolto i giovani nella formazione tecnica». I presidi dei due istituti scolastici hanno sottolineato, entrambi, la sinergia fra le scuole e come questa iniziativa sia perfettamente calzante all’alternanza scuola-lavoro. L’assessore Daniela Toccafondi, rivolta alla platea degli studenti, ha insistito sul fatto che la loro prima mostra sia stata ospitata al museo del Tessuto: «Che – dice – rappresenta l’identità di un sistema che ha fatto le radici della moda. Con il progetto avete intrapreso un percorso formativo importante per la vostra conoscenza».
Fra le aziende presenti la “Marini industrie” con Francesco Marini che ha ribadito la necessità di un ricambio generazionale nelle ditte. Per quanto riguarda gli abiti in mostra i ragazzi hanno utilizzato soprattutto due filati realizzati da Azeta filati nello stabilimento di Vaiano: uno fantasia stoppino rilegato misto lana e un bouclé. I filati sono stati, poi, utilizzati da Texmoda e Marini per due tessuti impiegati dai ragazzi per realizzare gli abiti. Ai capi ha collaborato, con propri modelli, la Cunningam.
Azelio Biagioni
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