La protesta
Elisa non aveva paura Lui mai aggressivo
PRATO. Elisa non aveva paura di Federico. I carabinieri che in queste ore hanno ricostruito la dinamica dell’omicidio-suicidio di via Brasimone ne sono convinti. Per tutta la giornata di ieri hanno...
PRATO. Elisa non aveva paura di Federico. I carabinieri che in queste ore hanno ricostruito la dinamica dell’omicidio-suicidio di via Brasimone ne sono convinti. Per tutta la giornata di ieri hanno ascoltato i familiari e gli amici di Elisa Amato per dare una spiegazione a una stranezza di questa vicenda. La storia recente infatti insegna che gli amori malati, le ossessioni di chi non accetta la fine di un rapporto, si portano quasi sempre dietro un corollario di minacce, aggressioni, in altre parole stalking. In questo caso invece non c’è praticamente nulla. Soprattutto non ci sono denunce da parte di lei nei confronti di lui, e nemmeno interventi delle forze dell’ordine per litigi occasionali.
La mazzata è arrivata all’improvviso, ragionano i carabinieri del Nucleo investigativo, perché Federico Zini, secondo quanto riferiscono amici e conoscenti, non aveva mai avuto atteggiamenti particolarmente aggressivi. Ossessivi sì, lo dice più di una persona, ma mai aggressivi. Tanto che lei, Elisa, faticava a fargli capire che era finita. Lui recentemente le aveva proposto un’altra vacanza insieme, ogni tanto andava ad aspettarla all’uscita dal lavoro, al negozio Dixie di Firenze, e si pensa che i due fossero anche andati a cena insieme, ma forse Elisa non raccontava proprio tutto agli amici. Sta di fatto che la madre di lui sostiene che lei lo aveva chiamato anche un paio di settimane fa per farsi un tatuaggio. Insomma, ne viene fuori un quadro dalle tinte sfumate, una situazione che forse ha convinto lui di poter avere ancora qualche speranza.
Che cosa sia successo la scorsa notte, che cosa si siano detti lo sanno solo loro e non possono più raccontarlo. Si può solo ipotizzare che lei sia stata infastidita dal fatto di trovarsi Federico sotto casa per l’ennesima volta dopo una serata passata con gli amici. E magari può avergli detto con parole più decise, definitive, che la loro storia non aveva più un futuro. E a questo punto lui ha perso la testa.
Però non si può ignorare che era uscito da casa portandosi dietro la valigetta con la pistola Beretta calibro 9, quella valigetta che poi ha lasciato sulla sua Fiat Punto portandosi dietro l’arma per l’ultimo incontro con Elisa. Sapeva già come sarebbe finito. (p.n.)
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