Il Tirreno

Prato

Rientra tardi al centro, la prefettura nega l'asilo al migrante ma il Tar lo riabilita

di Fabio Calamati
Rientra tardi al centro, la prefettura nega l'asilo al migrante ma il Tar lo riabilita

La Prefettura l'aveva escluso dalla procedura di riconoscimento della protezione perché era tornato durante la notte al centro di accoglienza di Poggio a Caiano

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PRATO. Quando gli uomini della prefettura di Prato avevano bussato di notte alla porta della struttura di accoglienza in cui viveva da qualche tempo, non lo avevano trovato. E così lui, Solomon Boateng, cittadino ghanese, si era visto revocare l'ammissione alla procedura di riconoscimento della protezione internazionale, quella che spetta ai rifugiati politici. Una decisione che gli aveva fatto crollare il mondo in  testa, anche perché quella sera non era certo andato a divertirsi.

Solomon Boateng, infatti, era uscito per recarsi a Firenze con alcuni amici, che gli avevano promesso di fargli avere un colloquio di lavoro. Al ritorno, però, aveva perso le coincidenze con gli autobus utili per rientrare in tempo a Poggio a Caiano ed aveva dovuto così farsela a piedi.Insomma, l'assenza non era colpa sua: l'avrebbe voluto dire di persona anche agli uomini della prefettura, solo che l'avessero chiamato per chiedere spiegazioni.

Invece niente: il giorno dopo, il 20 giugno, a Boateng viene solo comunicato che ha perso il diritto alla procedura di riconoscimento della protezione internazionale, perché "l'uscita dal centro di accoglienza dopo le ore notturne costituisce violazione grave del regolamento unico di accoglienza".Solomon Boateng non ci sta e qualcuno gli consiglia di rivolgersi all'avvocato fiorentino Raffaella Marranci, che di casi simili al suo ne ha già trattati parecchi.

Detto fatto, l'avvocato Marranci raccoglie le informazioni necessarie e poi firma un ricorso al Tar contro il provvedimento di revoca della prefettura di Prato. E il Tar (a marzo, ma l'esito del ricorso è stato pubblicato solo nei giorni scorsi) dà ragione in pieno al profugo ghanese.

Primo: non vi è stato un allontanamento dalla struttura ma un semplice ritardo nel rientro, fatto da considerare non talmente grave da comportare l'esclusione dalla procedura di riconoscimento della protezione. Inoltre "la partecipazione (del ricorrente, cioè lo stesso Boateng, ndr) al procedimento gli avrebbe consentito di spiegare le proprie ragioni e, per contro, avrebbe permesso all'Amministrazione di appurare con precisione i fatti". Vale a dire, il funzionario della prefettura avrebbe fatto meglio a informare il profugo e a chiedergli spiegazioni, prima di firmare la revoca.

Conclusione: il Tribunale amministrativo regionale annulla il provvedimento impugnato, che escludeva Boateng dalla procedura di riconoscimento dello status di rifugiato. Inoltre obbliga la prefettura di Prato a pagare le spese processuali, qualcosa come tremila euro. Quanto all'avvocato Marranci, la sua parcella la pagherà lo Stato italiano.

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