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Torna il Cantamaggio a Vernio

Una foto d'epoca del Cantamaggio
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Una foto d'epoca del Cantamaggio

Dalle 9 del Primo maggio gli allegri maggiaioli della scuola di musica della Filarmonica e il coro parrocchiale di Sant’Ippolito percorreranno le vie del Comune di Vernio con le loro canzonette

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VERNIO.  È una tradizione che risale al ‘700, una delle più antiche feste della tradizione toscana il Cantamaggio. Festosa e allegra è una sorta di “benedizione laica” dei raccolti, delle case e dei loro abitanti e in Val di Bisenzio è una tradizione così partecipata che ha avuto modalità e atteggiamenti diversi da una zona della valle all’altra.

Martedì primo maggio la tradizione si rinnova con Il paese in festa, l’edizione 2018 promossa da Fondazione CDSE e Comune di Vernio con la collaborazione del Circolo Arci Stella Rossa e della Filarmonica Verdi di Luicciana.

Dalle 9 del mattino gli allegri maggiaioli della scuola di musica della Filarmonica e il coro parrocchiale di Sant’Ippolito percorreranno le vie del Comune di Vernio con le loro canzonette. Alle 12 in piazza del Comune a San Quirico l’esibizione conclusiva. In piazza verrà distribuito un opuscolo sulla tradizione del Cantamaggio a cura della Fondazione CDSE.

Il Cantamaggio si inserisce nel filone delle feste pastorali di saluto alla primavera e di buon auspicio per il raccolto: nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio i ragazzi, inizialmente solo maschi, erano soliti vestirsi con abiti contadini (gli immancabili panciotto e cappello di paglia) e girare per il paese e le case sparse muniti di chitarra e fisarmonica, cantando le “maggiolate” e raccogliendo offerte nei vari casolari. Ma in Val di Bisenzio ce ne sono più versioni, a Montepiano i canti erano dedicati alla Madonna, a Sasseta il majo veniva messo alle porte delle case come simbolo di pace per le famiglie e annuncio della bella stagione, a Cavarzano i ragazzi erano soliti deporre erbe e fiori sulle finestre delle ragazze del paese, mentre da Vernio in giù, e soprattutto a Vaiano e Schignano, i legami con la festa dei lavoratori erano forti.

 

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