Il lutto
Sepolta dopo 5 mesi la salma rimasta nella cella frigorifera
Ha finalmente avuto una degna sepoltura la salma dell’anziana donna che è rimasta per quasi cinque mesi in una cella frigorifera dell’obitorio all’ospedale Santo Stefano di Prato
PRATO. Ha finalmente avuto una degna sepoltura la salma dell’anziana donna che è rimasta per quasi cinque mesi in una cella frigorifera dell’obitorio all’ospedale Santo Stefano . Il funerale è stato celebrato più di un mese fa e la salma è stata tumulata nel cimitero di Coiano ma se n’è avuta notizia solo ora.
A occuparsi delle pratiche, oltre all’Azienda sanitaria locale, è stata l’impresa funebre Ciarnese, salita mesi fa all’onore delle cronache per aver lanciato i funerali low cost. Ed effettivamente anche in questo caso è stata applicata una tariffa agevolata. Alle spese per l’inumazione, poche centinaia di euro, ha contribuito anche un’associazione di Vernio.
La vicenda, di cui ci eravamo occupati alla fine di febbraio, aveva destato un certo scalpore perché la salma che in quattro mesi non aveva trovato sepoltura era quella di un’anziana residente in città e non si trattava di uno dei tanti casi di stranieri che non hanno familiari che ne reclamino la restituzione per celebrare i funerali. In questo caso i parenti c’erano, residenti in Valbisenzio, ma vivono una situazione molto difficile e per questo sono seguiti dai servizi sociali. Questo ha provocato un’impasse che si è protratta troppo a lungo, senza che il Comune di Prato venisse interessato alla vicenda.
Nei giorni immediatamente seguenti alla pubblicazione della notizia diverse persone si sono fatte avanti dichiarandosi disponibili a pagare le spese del funerale. Tra queste anche la signora Franca Olivetti, dipendente della Coop in aspettativa, che si è messa a disposizione dell’Asl per contribuire a risolvere la vicenda. Un gesto di generosità che poi per fortuna è rimasto solo sulla carta. Altri si sono rivolti direttamente all’Azienda sanitaria, che si è mossa per facilitare la risoluzione del caso.
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