Sicurezza
Concorrenza sleale Via ai controlli incrociati
Varato il Piano per la legalità dopo le dure critiche delle categorie economiche ma nel documento ancora non si parla di verifiche notturne e nei giorni festivi
PRATO. Il messaggio di industriali, artigiani e sindacati è arrivato forte e chiaro ma la risposta forse non è esattamente quella che si aspettavano i mittenti: per combattere la concorrenza sleale di alcune aziende cinesi che si basa sullo sfruttamento dei propri dipendenti, la Prefettura ha scelto la strada dei controlli incrociati sulle banche dati. Due settimane fa invece, il 16 aprile, Confindustria, Cna, Confartigianato e i tre sindacati confederali avevano chiesto con forza che si facessero controlli in orario notturno e nei giorni festivi.
Di questo ancora non c’è traccia nel Piano di intesa per la legalità nel sistema produttivo pratese che, come si legge in una nota della Prefettura, è stato adottato ieri con la firma dei sindaci dei comuni della provincia, in attesa di quella degli altri uffici pubblici coinvolti (Inps, Inail, Ispettorato del lavoro, Direzione territoriale del lavoro). In sostanza, si spiega, sarà svolto un lavoro di intelligence che incrocerà i dati in possesso delle singole amministrazioni per rendere i controlli più puntuali ed efficaci. Ancora dunque non si parla di controlli nei giorni festivi e negli orari notturni e per questo i risultati del Piano sono ancora tutti da valutare. In realtà saranno gli uffici ispettivi di Inps, Inail e Ispettorato a decidere se adottare i controlli notturni e festivi, anche sulla base delle risultanze dell’incrocio delle banche dati.
Nella conferenza stampa convocata due settimane fa alla Camera di commercio i toni erano stati molto duri. Si erano accusati Inps, Inail e Ispettorato di non aver fatto nulla da un anno a questa parte. Le lamentele avevano lambito anche la Prefettura, ma più che altro per l’operato del predecessore dell’attuale prefetto. A Rosalba Scialla invece è stato riconosciuto di aver lavorato a fari spenti per raggiungere l’obbiettivo. Ora la Prefettura spiega che il Piano per la legalità «costituisce il risultato di un lavoro di coordinamento lungo e impegnativo, iniziato nell’agosto 2017 e conclusosi in questi giorni, in seguito all’acquisizione sia a livello periferico che centrale dei pareri e delle autorizzazioni necessarie». Il suono della sveglia, insomma, è arrivato fino in via Cairoli, sede della Prefettura. Ora bisognerà capire se l’incrocio dei dati basterà a combattere il fenomeno dello sfruttamento e della concorrenza sleale.
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