Sicurezza
Divieti per il corteo: parcheggiare in centro sarà una vera impresa
Rimozione forzata sul Mercatale e nelle piazze San Francesco, San Marco e Mercato Nuovo ma anche sul viale Galilei fino al ponte Datini. Problemi di capienza in piazza Duomo: limite a 7.000
PRATO. Trovare un posto dove lasciare l’auto sarà quasi impossibile per tutti coloro che martedì 1° maggio decideranno di avvicinarsi al centro di Prato. Un’ordinanza firmata il 24 aprile dal dirigente dell’Ufficio traffico Rossano Rocchi d’intesa con la Questura ha disposto il divieto di sosta con rimozione forzata in 48 tra strade e piazze, in concomitanza con la manifestazione nazionale per la Festa del lavoro indetta a Prato da Cgil, Cisl e Uil.
Gli unici a trovare posto senza difficoltà saranno i manifestanti che arriveranno in pullman da fuori città e saranno lasciati in piazza del Mercato nuovo. La piazza sarà adibita al parcheggio dei bus e dovrà essere sgombrata entro le 18 di lunedì (sarà riaperta alle auto private dalle 18 di martedì).
La situazione più difficile da gestire pare quella di piazza Mercatale, dove sarà vietato parcheggiare dalla mezzanotte di lunedì fino alle 16 di martedì. Essendo un giorno pre-festivo si prevede che la piazza sarà piena di auto fino a tardi ed è probabile che qualcuno non si accorgerà del divieto. A quel punto entreranno in azione i carri attrezzi. Non solo lì, ma anche a un chilometro di distanza dal percorso del corteo. L’ordinanza del Comune, infatti, impone il divieto di sosta con rimozione sul tratto di viale Galilei che dalla Passerella arriva fino al ponte Datini. Via le auto anche da lì a partire dalla mezzanotte.
Del lungo elenco di strade e piazze fanno parte piazza San Marco, il viale Piave, tutta l’area intorno al Castello dell’Imperatore, piazza San Francesco e, chissà perché, anche il lato destro di piazza Sant’Agostino. I veicoli dell’organizzazione verranno sistemati nel piazzale del Ponzaglio, adiacente a viale Galilei, dall’alba di martedì.
L’ordinanza del Comune è frutto delle indicazioni della Questura, che ha l’ultima parola sulla sicurezza, e ha provocato qualche mugugno tra gli amministratori, che temono le proteste dei residenti. Per questo saranno messi a disposizione gratis il parcheggio del Serraglio (450 posti auto per i residenti del centro) e il piazzale Ebensee davanti al vecchio ospedale per tutti gli altri.
Basteranno a limitare i disagi? Nessuno può saperlo. Piazzale Ebensee, in particolare, è molto lontano dalle abitazioni di chi vedrà svanire il posto dove è solito parcheggiare, mentre il parcheggio del Serraglio conta sulla carta 450 posti ma una parte di questi saranno già presi.
«Dobbiamo garantire la sicurezza di settemila persone - si limita a dire il questore Alessio Cesareo, che domani diramerà le disposizioni per l’ordine pubblico - e certe misure sono necessarie». Tra queste anche i tombini sigillati coi pezzi di catrame, che hanno visto impegnati ieri per tutto il giorno gli operai nell’area interessata.
Sì, ma perché settemila? Alla fine di marzo i sindacati confederali avevano stimato un’affluenza di diecimila manifestanti. Dovranno fare un passo indietro perché non avevano calcolato che in piazza Duomo, dove si terrà il comizio finale, tolto lo spazio del palco, quello di sicurezza e quello per la Rai, non entrano più di 7.000 persone. Il numero è stato comunicato dalla Questura agli organizzatori, che tenteranno di contenere l’afflusso. L’alternativa è bloccare l’accesso alla piazza, nel caso si riempisse.
Il rischio che qualcuno lasci la propria auto nelle strade dove vige il divieto di sosta con rimozione forzata in questo caso è aumentato dal fatto che Consiag Servizi Comuni è tenuta ad apporre i cartelli di divieto almeno 48 ore prima che il divieto entri in vigore, e dunque entro la mezzanotte di domenica, ma non sono pochi quelli che hanno programmato di approfittare del “ponte” del Primo Maggio per lasciare la città, magari con altri mezzi, e dunque già da oggi pomeriggio, prima che compaiano i cartelli, saranno già lontani. Potrebbero trovare una brutta sorpresa al loro ritorno, mercoledì.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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