Sicurezza
Biffoni chiude la porta all’alleanza col M5S
Il segretario Pd Bosi ricorda che il 95% degli iscritti ha detto no, per il sindaco programmi inconciliabili
PRATO. La legge elettorale è in gran parte proporzionale ma la testa dei politici pensa al maggioritario. Il Pd, dopo la delusione elettorale del 4 marzo, si interroga sulla possibilità di andare o meno alle consultazioni con il Movimento 5 stelle e a Prato i democrats seguono più o meno ciò che sta avvenendo a livello nazionale. Andare o no a scoprire le carte del M5S, per dirla con le parole di Franceschini, o collocarsi a prescindere all’opposizione? Molti a Prato pensano che un’alleanza coi grillini sia molto difficile. Il segretario provinciale Gabriele Bosi chiarisce subito alcuni punti: «È un percorso istituzionale da fare, mai precludere niente, ma vedo davanti una strada molto difficile. Già il fatto stesso che M5S si muova senza distinzione fra destra e sinistra dice molto. Chiusa la porta con la Lega, ha fatto bene Martina a percorrere questa possibilità, ma ci sono troppi temi sui quali non convergiamo, ricordiamoci che unioni civili e altro sono passati senza il loro voto. La nostra base in 14 assemblee al 95% ha detto No ad un governo con i grillini». «Per noi Di Maio sta facendo le scelte giuste - ribatte Mariangela Verdolini, consigliera comunale M5S - Non è possibile un governo con Berlusconi. Con la Lega alcuni punti programmatici combaciavano, ma non è stata possibile l’intesa. Vediamo adesso cosa accade con il mandato esplorativo a Roberto Fico per un confronto politico con il Pd». Marco Martini, sindaco Pd di Poggio a Caiano, è possibilista, ma non nega che la “vede dura”. Secondo Sandro Malucchi, segretario della Funzione pubblica Cgil, «il dialogo fra forze politiche adesso è una necessità, non una possibilità. Il presidente della Repubblica non lascia spazio a tatticismi e il Pd non può spingersi da solo all’opposizione. Certo è che per un dialogo con i pentastellati deve essere d’accordo tutto il Pd, non una parte soltanto». E così non sembra essere, visto che almeno a Prato il 95% degli iscritti dei democratici che hanno preso parte alle recenti assemblee, hanno chiarito che non M5S l’intesa non è possibile. E se ci fossero dei dubbi, il sindaco Matteo Biffoni, che è anche uno dei reggenti del Pd toscano, toglie ogni possibilità di andare oltre. Il suo commento è chiarissimo: «Già facendo lo sforzo enorme di mettere da parte tutta l’aggressività e le offese che ci hanno riservato in questi anni – dice Biffoni – non vedo spazio di convergenza. Sono due programmi distanti, vedi il tema dei diritti civili, quello dell’Europa, quello dello sviluppo del paese. Anche se ci fossero dei punti assieme, come potremmo stare assieme e per fare cosa ? Troppo distanti i programmi e le visioni. E’ una situazione complessa, fa benissimo Martina ad esplorare la possibilità, ma i 5 Stelle hanno oggettivamente posizioni con non sono compatibili con le nostre».
Alessandro Formichella
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