Il Tirreno

Prato

“Vita indipendente”? Sulla carta

Da due anni una disabile attende il contributo della Regione per pagare l’assistente personale

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Quella del 16 maggio 2016 è una data che Bruna Toria ricorda molto bene. “Vita Indipendente”, il progetto della Regione Toscana che garantisce a persone con disabilità grave la possibilità di vivere in casa propria, avrebbe dovuto migliorare la sua vita. Il 16 maggio di due anni fa Bruna, che abita a Maliseti ed è costretta a vivere su una sedia a rotelle, prova ad accedere al contributo regionale per assumere un’assistente personale, una figura di supporto quotidiano sotto lo stesso tetto per evitare di ricorrere a strutture protette. La domanda le viene accettata nell’agosto del 2016. Nel frattempo, la donna ha portato nella sua casa un’assistente personale, continuando a pagare di tasca propria per quel servizio a domicilio. Ma non doveva farlo da sola, bensì con gli aiuti della Regione: un contributo a cadenza mensile, compreso tra un minimo di 800 e un massimo di 1.800 euro. Fondi che finora la signora Toria non ha mai visto.

«In questi due anni ho anticipato le spese per pagare lo stipendio a una persona che vive con me dalle 8 alle 21. All’epoca mi fu risposto dagli uffici competenti che ero ottava nella graduatoria degli ammessi al contributo. Sono passati quasi due anni e non ho visto un euro». Mai la disabile pratese avrebbe immaginato un’attesa così lunga. Di tanto in tanto, prova a fare una telefonata all’assistente sociale dell’Asl Toscana Centro per sapere quando arriveranno i contributi. «Se i fondi furono stanziati a suo tempo, perché non vengono erogati? Che senso ha allora far compilare le domande alle persone e rientrare nei requisiti?». Il Tirreno ha provato a dare una risposta cercando di capire la destinazione dei fondi del progetto “Vita Indipendente”. Spulciando una delibera di giunta regionale (la numero 1.329 del 29 dicembre 2015), si scopre che per l’annualità 2016 alla zona distretto pratese vennero assegnati 506.293 euro per il progetto “Vita Indipendente”, su un totale di 9 milioni di euro impegnati a livello regionale. Le assegnazioni furono fatte zona per zona individuando come enti beneficiari le Società della Salute. Il fatto è che nel 2016 esistevano nella realtà pratese altri 35 progetti attivi di “Vita Indipendente” ereditati dalle annualità precedenti, anche quelli finanziabili. Come fanno sapere dalla Società della Salute, a ciò si aggiunsero altre trenta domande, alcune accettate e altre no. Il risultato è che ancora oggi abbiamo una graduatoria di venti persone in lista d’attesa dal 2016: perché quest’ultima scorra, devono intervenire alcuni fattori come i decessi dei beneficiari o una variazione del progetto originario come il trasferimento in una residenza assistita o la perdita delle capacità cognitive. «Il finanziamento è stato messo a regime gradualmente – fanno sapere dalla SdS – Via via la graduatoria dei beneficiari sta scorrendo e presto toccherà alla signora Bruna Toria». Vien da pensare però che la dotazione finanziaria prevista per realizzare il progetto “Vita Indipendente” a Prato non fosse sufficiente a fronte del numero delle domande accolte nel 2016. Nel 2012, anno di avvio della fase a regime di “Vita Indipendente”, furono erogati contributi a 593 persone disabili in Toscana, per assestarsi a circa 800 negli anni successivi.

Maria Lardara

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web