Il Tirreno

Prato

Festa della Liberazione, la festa di tutti

di Pasquale Petrella
L'intervento del sindaco Matteo Biffoni in piazza del Comune (Foto Sproviero - Batavia)
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L'intervento del sindaco Matteo Biffoni in piazza del Comune (Foto Sproviero - Batavia)

Cerimonia militare in piazza delle Carceri e poi gli interventi in piazza del Comune a Prato con la polemica del professor Maurizio Fioravanti contro chi vuole accaparrarsi la festa e chi vuole cambiare la Costituzione

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PRATO. Festa della Liberazione all’insegna della tradizione e del protocollo fino alla cerimonia militare in piazza delle Carceri con la deposizione della corona di alloro ai piedi del monumento ai caduti, alla presenza di tanta gente e delle autorità civili e militari.

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Poi, il pizzico di pepe lo aggiunge lo storico dell’Università degli Studi di Firenze, Maurizio Fioravanti, al momento degli interventi in piazza del Comune. La prima bordata è per Angela Riviello, presidente provinciale dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) che lo aveva preceduto nell’intervento, punzecchiandola di aver fatto un discorso troppo lungo e di averli costretti a stare troppo sotto il sole. La seconda è per le persone in mezzo al pubblico che portano il fazzoletto rosso intorno al collo, “Questa è una festa di tutti”. Infine il professore emerito parla della Costituzione e attacca a testa bassa “chi dice che siamo dei nostalgici perché celebriamo la nostra Costituzione non è né di destra, né di sinistra. E’ solo un ignorante. Se non vi fosse stata la lotta al nazifascismo non saremmo oggi in questo stato di diritto”, e quindi l’affondo, “Chi ha provato a cambiare la Costituzione ha sempre miseramente fallito, e l’ultimo tentativo è stato il peggiore (riferendosi a quello del 4 dicembre 2016 ndr). In Italia è malato il sistema politico e non la Costituzione”.

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Parole pesanti che avrebbero meritato una replica, ma il sindaco Matteo Biffoni, che interviene subito dopo, preferisce stemperare i toni e chiedere ad alta voce cosa avrebbero pensato i partigiani morti per la nostra libertà e contro la violenza leggendo cosa accaduto sui social in queste ultime ore: “Un quotidiano nazionale ha riportato la notizia dell’intervento al cuore a cui è stato sottoposto Giorgio Napolitano – ha detto Biffoni – Quel quotidiano ha dovuto chiudere i commenti perché c’è stata una valanga di interventi terribili. Come si può augurare la morte di una persona per risparmiare un vitalizio? Occorre una soglia democratica oltre la quale nessuno deve avventurarsi. Si può avere visioni e pareri opposti sulla gestione della cosa pubblica, idee e progetti diversi ma solo la democrazia ed il rispetto possono garantire la pacifica convivenza. La violenza di quei commenti su Napolitano, seppur diversa rispetto a quella combattuta dai nostri partigiani, è pur sempre una violenza inaccettabile”. E sui partigiani si è concentrato l’intervento di Angelo Riviello: “Non c’è spirito di nostalgia, né di rievocazione, ma lo spirito che ci porta qui è quello dell’orgoglio per i nostri partigiani alcuni dei quali sono ancora presenti con noi – ha detto Riviello – Mille grazie ancora oggi a Giordano Pini e Antonio Cerbai (due ex partigiani scomparsi nei mesi scorsi ndr). Dobbiamo temere la perdita della storia e non dobbiamo cedere all’invito all’archiviazione. Chi parla di fascismo buono accanto a quello cattivo commette una falsità grave. Il mostro ha più facce ma sempre lo stesso comportamento. Riprendo l’invito di Vittorio Arrigoni: Restiamo umani, è questo l’unico invito che dobbiamo fare per difendere la pace”. Sul palco, in piazza del Comune, oltre ai rappresentati dei vari comuni della Provincia di Prato e ai relatori, anche il sottosegretario al Ministero dello sviluppo economico Antonello Giacomelli e i neoparlamentari di centrodestra Giorgio Silli, Erica Mazzetti e Patrizio La Pietra.

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