Il Tirreno

Prato

«Pronto a dimettermi» L’opposizione attacca «Colpa di tutto il Pd»

«Pronto a dimettermi» L’opposizione attacca «Colpa di tutto il Pd»

Il primo cittadino si dichiara pronto a lasciare la Provincia Decisivo l’esposto presentato dalla consigliera Garnier

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PRATO. «Dimissioni? Spero che l'opposizione me le domandi presto e sono disponibilissimo a fare un passo indietro da presidente della Provincia». Tra il serio e il faceto, con un pizzico di ironia ma anche con la voglia di togliersi un sassolino dalla scarpe, Matteo Biffoni parla delle conseguenze politiche dell’avviso di garanzia per il crac del Creaf. Sembra scherzare, ma le parole sono pesanti perché il presidente della Provincia e sindaco Pd di Prato aggiunge: «Ho timore che non ci sarà la corsa per prendere il mio posto».

Una dichiarazione che spiega subito dopo: «In Provincia ho trovato una situazione che definirla complicata non so se sia sufficiente, e non mi riferisco solo al Creaf – dichiara Biffoni –. Sto svolgendo un lavoro a titolo gratuito, per “amor dei”». Poi però Biffoni aggiunge: «In realtà sono molto contento del nostro operato. Abbiamo rimesso in sesto la Provincia dopo un periodo molto difficile. Ora stiamo ricominciando ad assumere e a fare degli investimenti»

Di esposti in procura, alla Corte dei conti e al Difensore civico ne erano stati fatto anche altri, a partire dal 2011. Ma quello decisivo, che ha fatto scattare l’inchiesta del sostituto procuratore Lorenzo Boscagli, è stato l’ultimo presentato da Marilena Garnier, consigliera comunale ex Pd ed ora del gruppo di opposizione che porta il suo nome. «Benché ero appena arrivata – commenta Garnier – mi sono resa subito conto che c’era qualcosa che non tornava e quella del Creaf e un po’ la classica storia all’italiana, dove si parte da idee troppo in grande che finiscono nel niente e in una marea di soldi pubblici dove ciascuno cercare di mangiare una fetta di torta. Se è vero che Biffoni non era coinvolto direttamente, bisogna ricordare che è stato consigliere comunale, parlamentare e presidente della Provincia. Dov’era in tutti quegli anni? Non dimentichiamo neppure che non sono stati sottratti soldi solo ai cittadini italiani, ma anche a quelli europei per l’investimento di fondi di 11 milioni andato perso».

Dai suoi impegni romani, il parlamentare di Forza Italia Giorgio Silli dichiara «Siamo garantisti sempre e mi spiace l’avviso di garanzia sia arrivato a Biffoni. Il disastro lo ha fatto tutto il Pd in tutti questi anni».

Per Patrizia Ovattoni, segretaria provinciale della Lega, «l'avviso a comparire recapitato al sindaco Biffoni è solo l'ultimo anello di una catena lunghissima che si chiama Creaf. Sarebbe stato strano lasciare fuori dal cerchio degli accusati e dei colpevoli chi sta guidando la Provincia ormai da quattro anni: anche se le colpe dello sfacelo stanno più a monte è chiaro che anche negli ultimi tempi non sia stato fatto niente di positivo per chiudere questa pagina nera (anzi, rossa) della politica pratese». «D'altronde Biffoni – prosegue Ovattoni – è ormai il factotum del Pd toscano ed ha così tante responsabilità e cariche pubbliche e interne al partito che ci chiediamo come possa ancora pensare alla sua città. E come figura leader del Pd non può certo esimersi dalle colpe di chi ha guidato Prato e regione in questi anni».

Aldo Milone, capogruppo di Prato Libera Sicura, ricorda il monito rivolto a Biffoni nel consiglio comunale dedicato al Creaf: «Quando l’ad di Creaf Calciolari prima di dimettersi disse in commissione controllo e garanzia di voler portare i libri in tribunale, dissi al sindaco che sarebbe bastati altri 3, massimo 4 milioni per completare i lavori, cercare di affittare evitando così il fallimento del Creaf. Ma il sindaco non mi ha voluto ascoltare: quindi se l’è cercata. Era chiaro, e glielo dissi, che arrivando al fallimento la procura avrebbe indagato. Come vuole far credere, Biffoni, che in qualità di presidente della Provincia che era socia all’80% e sindaco del Comune di maggioranza non sapeva nulla? A questo punto è lecito dubitare delle sue capacità non solo politiche, ma anche professionali».

Francesco Albonetti

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di Redazione web