Il Tirreno

Prato

I negozianti: "Occorrono più risorse e meno rigidità sul commercio in città"

Francesco Albonetti
I negozianti: "Occorrono più risorse e meno rigidità sul commercio in città"

Prato, nell’incontro con Forza Italia in Comune le associazioni Confcommercio e Confesercenti rilanciano le proposte per salvare il centro storico

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PRATO. La parziale riapertura dei varchi elettronici della Ztl da prendere come sperimentazione senza preconcetti idelogici; sgravi fiscali nei confronti dei piccoli commercianti ed incentivi più strutturali e continuativi per chi vuole aprire un’attività; politiche vere sulla sicurezza nel centro storico; maggiori risorse da destinare al turismo con una tassa di soggiorno mirata a quello per cui è nata e non genericamente alla cultura, come avviene a Prato. Su queste e molte altre proposte hanno discusso ieri pomeriggio nella sala commissioni del Comune le associazioni dei commercianti, Conferercenti e Confcommercio, nell’incontro voluto dal gruppo di Forza Italia, presenti anche i neo-parlamentari Giorgio Silli e Giulia Mazzetti.

Un confronto aperto di idee con la volontà da parte dei commercianti di mantenere un filo rosso con la politica dopo i veti e gli scogli posti dall’amministrazione comunale alle proposte formulate un paio di mesi fa per tentare di rilanciare da una parte un settore in cui la crisi non è mai cessata del tutto e dall’altra il centro storico la cui crisi di identità e frequentazione va di pari passo con le continue chiusure di negozi.

Il presidente di Confesercenti Mauro Lassi punta sulle risorse: «Aspettiamo dall’assessore Daniela Toccafondi una risposta a uno studio che abbiamo consegnato al Comune. Il problema è che qualsiasi iniziativa si voglia fare per rilanciare il centro storico e di pari passo il commercio è che bisogna avere risorse. Vanno trovate non si va da nessuna parte e non è che la situazione sia molto diversa nelle periferie».

Per Confcommercio, Tiziano Tempestini rimarca il fatto che «bisogna riccreare l’appeal dei centri storici che ha iniziato a venire meno dalla legge che ha liberalizzato il commercio, con orari di aperture h 24: i centri si sono riempiti di bar e ristoranti, unico settore che regge la sera, che hanno sostituito i negozi. Quello che chiediamo all’amministrazione è di non partire dal libro dei sogni, ma da pochi provvedimenti concreti. Le nostre proposte sui varchi e sui parcheggi, nei confronti dei quali c’è stata chiusura, nascono come volontà di provare a sperimentare per qualche tempo qualcosa di diverso, senza chiusure preconcette. Poi se va male se ne riparla».

E' la capogruppo di Forza Italia Rita Pieri a ricordare il dimezzamento in bilancio della promozione turistica a partire dal 2016 e l’uso inappropriato dei proventi della tassa di soggiorno, che vanno tutti nella cultura. Silli punta il dito anche sulla politica nazionale, dalle tasse che svuotano le tasche di chi compra e di chi deve investire, ai centri storici insicuri anche per colpa della depenalizzazione dei reati.

 

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