Il Tirreno

Prato

«No al cemento nel Parco degli Aquiloni»

Lettera aperta all’assessore Valerio Barberis sui progetti di edilizia popolare nel quartiere di Galceti

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PRATO. «Gentile assessore, ho letto con piacere che un architetto di chiara fama, Stefano Boeri, è stato da lei reclutato per abbellire la città con progetti di “fiumi verdi” e non più con progetti di fiumi di cemento che consumano, direi violentano, il suolo pubblico. Tuttavia vorrei denunciare il rischio di cementificazione nel Parco degli Aquiloni». Comincia così la lettera di Giovanna Laccetti (Garnier per Prato) all’assessore all’Urbanistica e ai Lavori pubblici Valerio Barberis sui progetti di edilizia popolare a Galceti.

«Migliaia di cittadini hanno spontaneamente raccolto firme, al fine di bloccare il dissennato piano di costruire l’ennesima “stecca di cemento” popolare nel cosiddetto Parco degli Aquiloni (che sarebbe diventato, considerando le altre 7 enormi “stecche” popolari fatiscenti e lasciate nell’incuria, una specie di Scampia nostrana) – prosegue la lettera –. Questo a voler rappresentare che le coscienze dei pratesi sono deste, al limite dell’insonnia, per una infinità di problemi. Quando incontrai, supportata dal comitato nato in Galceti e da Marilena Garnier, il primo cittadino Matteo Biffoni, sul tema disse che a Prato c’erano circa 900 appartamenti sfitti, nella disponibilità del Comune, che potevano essere recuperati per l’alloggio popolare, se solo Enrico Rossi avesse accettato di “dirottare” in detto progetto gli stanziamenti già bollati. Pertanto rimasi sorpresa quando, dopo, lessi sul giornale che detta ipotesi, era, secondo lei, “una leggenda metropolitana”».

«Un altro capitolo è quello della scuola che era stata ipotizzata sempre nello stesso Parco degli Aquiloni (oggi dichiarata o ri-dichiarata zona P3 con pericolo di alluvione elevata) – prosegue la Laccetti –. Molti addetti ai lavori e semplici cittadini, hanno sostenuto e sostengono l’assoluta non-necessità di questa nuova costruzione a fronte delle numerosissime scuole di Prato prive dei requisiti di sicurezza, sismici, in primo luogo, ma anche di altra natura. Allora sorge spontanea la domanda: perché costruire una scuola, ritenuta da molti inutile, e non intervenire per bonificare le scuole dove, oggi, si recano migliaia di nostri bambini e ragazzi?»

«Spero che queste mie righe ma spero siano state utili per far comprendere, a lei e all’amministrazione che rappresenta, quanto i cittadini siano stanchi di essere considerati semplici portatori di voti, per giunta decerebrati – scrive infine Giovanna Lacetti –. A volte mi sembra di vivere nel marchesato del Grillo. Per concludere chiedo se detto Parco può essere reso ancor più bello e attrezzato, magari impegnando quei cittadini-pensionati che si rendessero disponibili secondo il “regolamento dei beni comuni”. Un piccolo sforzo per il comune ma un grande risultato per chi ci vive».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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