Il Tirreno

Prato

Friggitoria passa di mano e scoppia la polemica

di Maria Lardara
Friggitoria passa di mano e scoppia la polemica

Prato, l’esercizio in piazza del Duomo rilevato da un cittadino di origine marocchina “Condominio Lippi”: «Il regolamento vieta kebab e simili nel cuore del centro»

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PRATO. Stavolta non è uno scherzo, come lo fu quando venne affisso un cartello sull’ex ristorante "Agorà". Piazza Duomo, marzo 2017. Due fogli incollati con un po’ di nastro adesivo annunciavano l’apertura di un kebab.

Si scoprì che era una bufala di fine Carnevale visto che lì, in base all’articolo 26 del regolamento comunale del commercio approvato nel 2016, l’attività di kebab viene dichiarata “incompatibile”. Un kebab no, una friggitoria italiana sì.

Così nel settembre 2017 comparve l’insegna “Frittoeppoi” nei locali dell’ex ristorante “Agorà”. Pallido ricordo del ristorante di alto livello che lì operava, complice anche il vecchio dehors che s’affacciava su via Magnolfi.

Ma la friggitoria ha chiuso i battenti dopo pochi mesi e, da qualche giorno, fervono i lavori in corso nel locale di piazza Duomo che fa angolo con via Magnolfi. Corre voce che si tratti di un’attività di somministrazione gestita da un cittadino di origine marocchina: la notizia è confermata dall’assessora competente Daniela Toccafondi. «Dallo sportello delle attività produttive - dice - non è passato nessuno ma risulta una pratica all’ufficio edilizia per inizio lavori».

Eppure, l’articolo 26 del regolamento del commercio recita chiaramente che «sono incompatibili le attività artigianali di cottura alimenti, quali kebab e similari, diverse da quelle tradizionali». Quindi, nessuna attività etnica potrebbe lì sbocciare.

«Questo è un caso di subentro perché il titolare della friggitoria ha venduto la licenza a un'altra persona». Detto altrimenti, non farebbe fede il regolamento comunale.

Ma “Condominio Lippi”, l’associazione-sentinella impegnata da oltre due anni contro il degrado del quartiere con iniziative culturali di richiamo, è già sull’attenti.

«Ho fatto presente la questione al sindaco Biffoni e l’ho pregato di contattare il proprietario del fondo - fa sapere il presidente Enrico Davalli - L’interesse di “Condominio Lippi” è che vengano rispettati i regolamenti».

E quindi, al di là del subentro nella titolarità della licenza, la nuova attività di ristorazione non dovrebbe avere connotazioni "etniche". A proposito di degrado: “Condominio Lippi” saluta positivamente anche l’ultima ordinanza prefettizia che dispone l'allontanamento di soggetti “indesiderati” da spazi pubblici, compresa la zona tra piazza Duomo e il Serraglio.

Intanto pochi passi più avanti, in via della Sirena, davanti al ristorante “Soldano”, sta aprendo una nuova attività gestita da cittadini pakistani. La sigla di Western Union che campeggia all’interno farebbe pensare a un servizio di money transfer che suscita un po’ di preoccupazione tra i negozianti storici che lavorano sulla strada. Eppure, sempre il regolamento in questione li vieterebbe dentro le mura. Dove sta la falla?

«I permessi per aprire un money transfer vengono rilasciati dal ministero - fa notare l'assessora Toccafondi - e non dall’amministrazione. Ma in base al regolamento dovremmo bloccarne l’apertura. La nostra vigilanza è massima».

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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