Il Tirreno

Prato

presunto pestaggio all’ospedale 

«Non servono altre perizie»

Parla l’avvocato di uno dei vigili giurati imputati nel processo

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PRATO. Fa discutere l’ulteriore perizia medico-legale con incidente probatorio chiesta dalla procura sull’uomo, attualmente tetraplegico, che ha raccontato di essere stato ridotto così da due guardie giurate durante un ricovero all’ospedale Santo Stefano. L’avvocato Paolo Nicolosi, che difende una delle due guardie della Securitas Metronotte, non solo ritiene superflua la perizia, che non farebbe che far ripartire il processo da capo, ma precisa che già la prima perizia affidata dal sostituto procuratore Valentina Cosci, titolare dell’inchiesta, alla dottoressa Focardi, aveva smentito il racconto del sessantenne. «La relazione della dottoressa è molto chiara - dice Nicolosi - viene negato che vi siano lesioni ricondicibili ad un pestaggio e viene chiarito che la lesione vertebrale che ha reso tetraplegico l’uomo è avvenuta prima di quella notte del 3 ottobre». Nicolosi ricorda che qualche giorno prima il sessantenne si era già presentato al pronto soccorso «con forti dolori alla schiena» ma fu dimesso. «E’ evidente che, almeno dal nostro punto di vista, non è necessario alcun approdfondimento ulteriore - prosegue Nicolosi - In questa vicenda le vere vittime sono le due guardie giurate. Primo perché quasi sicuramente perderanno il lavoro, ma, cosa ancor più grave, rischiano di perdere anche l’onorabilità per un reato che non hanno commesso». Le due guardie hanno sempre sostenuto che l’uomo, che ha problemi di tossicodipendenza, è caduto da solo a faccia in giù: loro avrebbero sentito solo un gran tonfo dopo averlo allontanato. (f.a.)

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