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La prescrizione proscioglie 227 imputati di reati fiscali
PRATO. E' finito come si temeva il maxi processo con oltre 200 imputati nato dall'inchiesta sull'enorme quantità di denaro inviata dall'Italia alla Cina attraverso gli sportelli money transfer....
PRATO. E' finito come si temeva il maxi processo con oltre 200 imputati nato dall'inchiesta sull'enorme quantità di denaro inviata dall'Italia alla Cina attraverso gli sportelli money transfer. Nella tarda serata di lunedì scorso, il collegio presieduto da Francesco Gratteri ha prosciolto 227 imputati perché i reati loro contestati, in gran parte reati fiscali, si sono prescritti. Per alcuni di loro restano in piedi altre contestazioni. Un esito prevedibile, tenuto conto che gli arresti degli imputati di primo piano scattarono quasi otto anni fa, nel 2010, e la prima tranche dell'inchiesta Cian Liu (fiume di denaro) si riferiva al periodo compreso tra il 2006 e il 2010.
Nel corso dell'udienza preliminare era già caduta l'aggravante dell'articolo 7, cioè di aver favorito organizzazioni mafiose, e la Bank of China era già uscita dal processo patteggiando una sanzione di 600mila euro (oltre al sequestro di quasi un milione di euro) per non aver segnalato operazioni sospette. Briciole in confronto al flusso di denaro dall'Italia alla Cina, stimato in oltre 4 miliardi di euro. A molti degli indagati era stato contestato il riciclaggio nell'ipotesi che gran parte del denaro fosse frutto di evasione fiscale. I soldi venivano spediti in Cina in piccole tranche di 1.999 euro per non essere tracciabili.
Nel processo sono rimaste alcune posizioni e alcuni reati fiscali relativi al 2011, che però secondo gli avvocati difensori si prescriveranno tra un anno. Per 14 imputati è caduta anche l'accusa di partecipazione all'associazione a delinquere. Visto il grande numero di imputati, il processo era stato trasferito da Prato all'aula bunker di Firenze e ogni volta è stata necessaria più di un'ora solo per fare l'appello. Il riconoscimento dell'intervenuta prescrizione, ha scritto il presidente Gratteri «comporta il dissequestro e la restituzione agli aventi diritto» dei beni sottoposti a sequestro.
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