Proteste
I cococo in provincia sono 671
Messe alla porta dalla riforma Biagi, il Jobs Act le ha fatte rientrare dalla finestra. Utilizzate da sempre negli enti pubblici e per gli iscritti agli ordini professionali, le collaborazioni...
Messe alla porta dalla riforma Biagi, il Jobs Act le ha fatte rientrare dalla finestra. Utilizzate da sempre negli enti pubblici e per gli iscritti agli ordini professionali, le collaborazioni coordinate e continuative sono “resuscitate” nel 2016, mandando in pensione i vecchi contratti a progetto. Il lavoro parasubordinato rappresenta comunque una piccola percentuale su Prato e provincia: secondo i dati della Regione Toscana, su 54.590 nuovi contratti avviati nel 2017, 671 sono cococo. Il passaggio dal regime dei cocopro ai cococo, nelle pieghe di una legislazione più stringente, ha dato comunque una sforbiciata alle collaborazioni: basti pensare che nel 2014 i nuovi avviamenti di cococo e co.co.pro furono 1.290, 760 nel 2015 per poi scendere a 649 nel 2016. Il Nidil Cgil, cui s’è rivolta la lavoratrice che non ha potuto beneficiare dei sei mesi di congedo, è il sindacato dei lavoratori atipici che a Prato conta 600 iscritti.(m.l.)
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