Il Tirreno

Prato

Le gattare al Comune «Quell’eredità è nostra»

Le gattare al Comune «Quell’eredità è nostra»

La presidentessa delle “Aristogatte” (ex Bogaia) replica all’assessore Alessi «I 52.000 euro sono sul nostro conto, non abbiamo toccato un centesimo»

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PRATO. Il nome lo hanno cambiato, perché l’oasi felina “La Bogaia” non la gestiscono più ormai da quasi un anno. Ma sono sempre loro, molte delle volontarie che si erano occupate per tanti anni del gattile comunale, dal 2008 fino al 2017. Ora “Le Aristogatte”, ex associazione “Amici della Bogaia”, non ci stanno a passare come quelle che si sono messe in tasca 52mila euro, donati in punto di morte da un anziano vedovo di Carmignano al gattile di Tavola.

Se per il Comune per bocca dell’assessore Filippo Alessi non ci sono dubbi sull’appartenenza di quel lascito (che risale al 2014), l’ex gestore rompe il silenzio e decide di affidare al Tirreno la risposta all’amministrazione. Questo, come specifica Anna Maria Marchettini, presidente de “Le Aristogatte”, «nell’interesse dell’associazione e del volontariato che opera nel settore». In effetti, gli amanti dei pelosi a quattro zampe che avessero in mente una donazione per un’onlus in difesa degli animali potrebbero pensarci due volte di fronte a queste discussioni (di recente il lascito milionario al canile “Il Termine” di Sesto Fiorentino è diventato oggetto di un esposto in Procura). Ma in questo caso il beneficiario della donazione era chiaro anche perché era stato stato il notaio a contattare l’onlus “Amici della Bogaia” e non il Comune.

«L’autore del lascito, il signor Mario Villani, ci conosceva da tempo come un gruppo di persone che si occupavano (come si occupano tuttora, ndr) con grande dedizione dei gatti randagi, in particolare all’epoca di quelli ospitati nel gattile. E ha voluto premiare la nostra attività. Il notaio, dopo le opportune verifiche, ha ritenuto di poterci considerare beneficiari della somma che, in mancanza di indicazioni del signor Villani, può e deve essere utilizzata come previsto nel nostro statuto».

Non esisterebbe dunque nessun “giallo” su dove siano quei 52mila euro. In particolare, l’associazione si sente di rispondere alla presidente della commissione consiliare 2 Cristina Sanzò. «L’intero importo si trova nella nostra disponibilità, non è stato utilizzato neppure in minima parte: non esistono dunque documenti relativi a pagamenti effettuati, documenti che peraltro non dovrebbero essere consegnati al Comune trattandosi di somme di spettanza dell’associazione».

Un passaggio cruciale è stato il cambio del gestore nell’estate 2017. «Al momento del lascito – ricorda Marchettini – l’associazione “Amici della Bogaia” gestiva da anni il gattile e nella richiesta di partecipazione al bando comunale avevamo dichiarato la disponibilità a investire denaro per migliorare la struttura e la vita dei gatti ospitati purché l’edificio fosse messo a norma e, a seguito del piano di ristrutturazione del Comune, rimanesse a disposizione dei gatti, senza che venisse destinato ad altri usi, come più volte è stato ipotizzato. Purtroppo poi la gestione della struttura non è stata affidata alla nostra associazione e, per questo motivo, da mesi abbiamo preso contatti con un dirigente del Comune, anche tramite il nostro legale, per la ricerca di una soluzione condivisa sulla destinazione della somma ricevuta, a oggi non formalizzata».

Se fosse ancora vivo, di certo il benefattore di Carmignano non avrebbe voluto assistere a tutto questo. Di una cosa però “Le Aristogatte” sono sicure: «L’associazione è custode di ciò che il signor Villani voleva venisse utilizzato nel miglior modo possibile per aiutare i gatti randagi: non comprendiamo dunque perché il Comune ci crei ostacoli. Siamo fiduciosi che il buon senso prevarrà. Ripresenteremo i nostri progetti sperando in una fattiva collaborazione per giungere insieme a un risultato soddisfacente, in primo luogo per i gatti stessi. Nel frattempo – concludono – restiamo in attesa di un confronto che non si svolga solo sui giornali». I gatti ringraziano.

Maria Lardara

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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