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Prato

Hanno restituito il sorriso a Edoardo

Hanno restituito il sorriso a Edoardo

Ritrovato il tandem speciale rubato al ragazzo autistico: un romeno lo aveva acquistato da un italiano per 250 euro

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PRATO. È finita come si sperava la storia del tandem speciale rubato dieci giorni fa a Edoardo, un ragazzino autistico di 14 anni. Il tandem è stato ritrovato dalla polizia stradale e riconsegnato ieri mattina, durante la Festa della polizia al Museo Pecci, ai genitori del ragazzo.

La svolta è arrivata nelle ultime ore, quando alla polizia stradale si è presentato un uomo di nazionalità romena, su consiglio di un connazionale, raccontando di aver acquistato alcuni giorni fa il tandem da un italiano di cui non sa il nome. L’acquisto, ha spiegato la dirigente della Stradale Fiorella Fornasier, è avvenuto nella zona di San Paolo per la cifra di 250 euro e il tandem era già pronto a partire per la Romania, caricato su uno dei bus che fanno la spola tra le due nazioni.

Un conoscente del compratore, spiega ancora la Stradale, ha visto la bici e ha fatto presente al compratore che probabilmente si trattava di quel tandem di cui avevano parlato i giornali locali e nazionali, quello rubato nel fine settimana di Pasqua nel garage di via Giubilei. Per questo gli ha consigliato di rivolgersi alle forze dell’ordine.

La riconsegna del tandem è stata la ciliegina sulla torta della festa per il 166° anniversario della fondazione della polizia, cui erano presenti anche i genitori di Edoardo, Umberto Savoia e la moglie, visibilmente commossi di fronte alla platea e ai giornalisti.

In realtà, come ha spiegato il padre di Edoardo, questa non è solo la fine di una brutta storia, ma «l’inizio di qualcosa di più grande». L’occasione di trasformare un fatto negativo in uno slancio positivo. Intorno a Edoardo e ai suoi genitori si è stretta la solidarietà di tanti che hanno fatto o promesso donazioni, tanto che di tandem alla fine ne potrebbero spuntare tre: quello recuperato e almeno altri due da mettere a disposizione di Prato e di un’altra città.

Umberto Savoia dice di non aver saputo più nulla dell’imprenditore di Conegliano che si è messo in contatto con la onlus di Treviso che produce le biciclette speciali. Nel frattempo però un imprenditore di Rovigo lo ha contattato promettendo di spedirgli al più presto un tandem uguale a quello rubato a Edo e il gruppo studentesco “Le bombette” del Dagomari ha raccolto quasi tremila euro. Altri fondi verranno raccolti sabato (vedi articolo a fianco) nell’iniziativa di solidarietà pensata prima del ritrovamento del tandem, tanto che il messaggio ora è cambiato, sottolinea Umberto Savoia, da “tutti per Edo” a “Edo per tutti”.

«Ci hanno chiamato in tanti, da Trieste a Roma - racconta Umberto - ed è stata una cosa bellissima. Ora chiedo anche a voi di segnalarmi se ci sono situazioni in cui noi possiamo intervenire e lo faremo volentieri. La cosa bella di questa storia è che, siccome mio figlio non parla, possa “parlare” in questa maniera...». Il padre di Edo non ce la fa a finire la frase, lui e la moglie hanno le lacrime agli occhi, ma stavolta sono lacrime di contentezza.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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