La protesta
Il Festival di Sant'Orsola si farà
Quindici esercizi commerciali di via Santa Trinita a Prato chiedono che la manifestazione non venga accantonata per continuare a rendere vivo il quartiere
PRATO. Metti un picnic ai giardini di Sant’Orsola. Ora il possibile addio al festival organizzato dal consorzio Santa Trinita in quella location fa storcere il naso a diversi ristoratori e commercianti di via Santa Trinita e piazza del Collegio che, grazie alla formula del “picnic box” sul verde di Sant’Orsola, beneficiavano di più lavoro e passaggio di gente. Così un gruppo di 15 attività ha scritto una lettera al Tirreno per chiedere che il festival resti in Sant’Orsola, magari declinandolo in una versione più “light” ma che riesca sempre ad aggregare e richiamare famiglie in questo versante del centro storico. «Dopo anni di incuria e degrado – si legge fra le righe – il consorzio Santa Trinita con l’avallo del Comune e la partecipazione di residenti, commercianti, professionisti del quartiere, ha realizzato quello che in centro mancava: un’area verde, fresca, suggestiva dove entrano le famiglie ed escono i tossici. Potremmo volere di più? Vorremmo che questa esperienza non terminasse e che l’estate diventi protagonista in Sant’Orsola, che i giovani, bambini, anziani tornino a vivere il quartiere condividendo spazi, cibo, divertimento. Ci sono difficoltà? Lavoriamoci, superiamole. Noi esercenti siamo disponibili: non lasciamo andare un’esperienza vincente». Tra i firmatari, Francesca Santini del ristorante vegano e biologico “Yop” in via Santa Trinita. «Non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca. I commercianti ci credono, tanto che si sono sempre frugati in tasca per dare un piccolo contributo al festival». Tramontata l’ipotesi di aprire una breccia provvisoria sul muro che separa via Sant’Orsola dai giardini dell’ex ospedale, in modo da creare un’uscita di sicurezza durante le serate d’estate del festival (com’è noto, questo è a rischio per via del futuro cantiere di demolizione dell’ex ospedale), le possibili soluzioni prospettate dal Comune non vanno giù agli organizzatori di “In Sant’Orsola”: tra queste, l’ipotesi di ricavare un corridoio d’emergenza sul lato dell’ex palazzina dell’Avis. «Soluzioni che non rispondono a un giusto compromesso fra assunzione di responsabilità e sicurezza del luogo – fa notare il presidente Francesco Querci - Allo stato attuale, mancano tutte le garanzie di sicurezza per continuare ad organizzare l’evento all’interno dei giardini. Ma non è stato deciso ancora niente». Tra le alternative suggerite dal Comune, una versione più ridotta di “In Sant’Orsola” che non vada ad occupare tutti i giardini, in modo da rispettare tutti i dettami della sicurezza. E che evidentemente piacerebbe anche ad alcuni ristoratori di via Santa Trinita. Capitolo chiuso è invece quello dell’apertura del muro storico, già oggetto di una petizione dei residenti di via Sant’Orsola. «Siamo soddisfatti che l’amministrazione abbia accolto le istanze dei residenti a tutela di un bene pubblico – fa sapere Rita Piccioli, fra i firmatari della petizione – Non abbiamo mai avuto mai niente contro i commercianti, né contro la manifestazione».
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