Elicottero caduto, pilota condannato
Incidente allo Sporting, passa la tesi dell’accusa: non ci fu nessuna avaria al motore, ma un “inchino” per gli amici
PRATO. Fu un “inchino” e non un incidente, secondo il giudice Silvio De Luca, quello che portò alla caduta dell’elicottero pilotato dall’imprenditore Alessandro Bettini sul campo di calcio dello Sporting Club di via Firenze l’8 giugno 2014. Una versione aerea del ben più drammatico “inchino” fatto dal capitano Schettino il 13 gennaio 2012 all’Isola del Giglio, che provocò 32 morti. L’avvicinamento imprudente alla costa per farsi bello con gli ospiti in plancia. Due anni e mezzo dopo allo Sporting per fortuna non ci furono vittime, ma l’interpretazione della dinamica ipotizzata dal pubblico ministero Lorenzo Gestri e accettata dal giudice De Luca è simile: un passaggio a bassa quota o un maldestro tentativo di atterraggio per farsi bello con gli amici del club di cui era socio lo stesso Bettini. Per questo il processo nel quale l’imprenditore era imputato per disastro colposo si è concluso con una condanna (sospesa) a un anno di reclusione. La stessa pena chiesta dal pubblico ministero, anche se il giudice, ha differenza del pm, ha ritenuto le circostanze attenuanti prevalenti sulle aggravanti.
Fin da subito la caduta dell’elicottero giallo di marca Robinson sul campo del calcio a sette dello Sporting aveva destato perplessità. Il pilota, un impresario edile di 54 anni originario di Livorno e da una trentina d’anni a Prato, aveva spiegato di aver avuto un’avaria al motore. Gli si era accesa una spia e aveva tentato un atterraggio di fortuna sul campo del club di cui è socio e dove era passato in mattinata a salutare gli amici. L’elicottero si inclinò e una pala spezzata volò a decine di metri di distanza, nel parcheggio dello Sporting, proprio mentre lì vicino passava una mamma col passeggino. Fu solo per puro caso se l’incidente non si trasformò in una tragedia.
Per capire come fossero andate davvero le cose il sostituto procuratore Lorenzo Gestri ha disposo una perizia tecnica, che si è svolta in contraddittorio col consulente della difesa e che ha sostenuto che l’elicottero non ebbe alcuna avaria al motore. Inoltre la rotta seguita dal pilota (disse di essere partito da Calenzano in direzione Forte dei Marmi) non sarebbe stata quella giusta, ma un po’ più spostata verso la Calvana e dunque verso lo Sporting Club. Nella sua requisitoria il pubblico ministero Gestri ha definito quell’episodio un’assurda zingarata e Bettini «un Peter Pan che vola troppo basso». Gli avvocati difensori Luca Brachi e Andrea Corte hanno tentato di ribaltare questa impostazione insistendo sulla tesi dell’avaria, ma il giudice De Luca ha pronunciato una sentenza di condanna, che verrà appellata.
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