Il Tirreno

Prato

Rsa, ottanta lavoratori senza stipendio da 3 mesi

Rsa, ottanta lavoratori senza stipendio da 3 mesi

Protestano i dipendenti della cooperativa Agorà che gestisce le case di riposo di Cicignano e Paperino. E la Cgil chiede la risoluzione del contratto con l’Asl

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PRATO. «Fuori da quella porta siamo arrabbiati ma quando entriamo al lavoro lo facciamo con il sorriso». Quello di Sonia e delle sue colleghe non è un lavoro qualunque. È impegnativo, faticoso, ad alto rischio di stress: giorno e notte a prendersi cura di 90 anziani, quelli che le famiglie hanno messo nelle loro mani. In questo periodo Sonia e altre 79 colleghe (ma ci sono anche uomini), tra operatori socio-assistenziali e assistenti di base, stanno lavorando praticamente gratis alle Rsa di Cicignano e Paperino. Sono 80 soci-lavoratori della cooperativa Agorà Toscana/Residenze per anziani di Arezzo e non hanno riscosso le mensilità di dicembre, gennaio e febbraio. E marzo chissà. Chi deve avere 3.200 euro, chi 3.500. E via un decreto ingiuntivo dopo l’altro, tramite i legali della Cgil, per intimare a corrispondere le spettanze. «Abbiamo difficoltà anche a mettere la benzina per andare a lavorare, ci siamo indebitati con i parenti per pagare mutuo e bollette»: è il grido dei lavoratori e delle lavoratrici. Il loro sta diventando volontariato a tutti gli effetti. Non a caso, il cartello con cui scenderanno in piazza del Comune domani (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17), proprio in occasione della Giornata della salute, così recita: «Con amore, solo per amore, continuiamo a prenderci cura dei vostri cari. Ma chi si prende cura di noi?». Un luogo simbolo, quello scelto per protestare. Lavoratori e lavoratrici si sentono abbandonati dalle istituzioni e il Comune di Prato è socio di maggioranza della Società della salute: con l’Asl la coop Agorà ha un rapporto di convenzione per la gestione della Rsa di Cicignano. Ad accomunare lo status dei 40 lavoratori di Cicignano e altri 40 che operano alla “Margherita” di Paperino è il ritardo degli stipendi ma, nel secondo caso, la situazione è ancora più precaria perché la struttura non è convenzionata con l’Asl. «Ma è comunque autorizzata dall’ente pubblico per il funzionamento, per questo ci aspettiamo una presa di posizione delle istituzioni», fa notare il segretario della Fp-Cgil Sandro Malucchi. Oltretutto, alla fine del 2017 la coop Agorà ha passato i servizi alla coop “satellite” Residenze per anziani (le due realtà fanno parte del consorzio Agorà Italia), trasferendo così i lavoratori con un nuovo contratto. Ma mentre nel caso del personale di Cicignano, con un accordo specifico, la Cgil è riuscita a riportare nei contratti individuali la clausola della responsabilità in solido così da garantire i pagamenti arretrati degli stipendi, ai lavoratori della “Margherita” verrebbe chiesto di firmare un contratto individuale diverso che non prevede la clausola di solidarietà. Non è la prima volta che sindacato e lavoratori protestano per i ritardi negli stipendi. Ma ora, dopo vari incontri in prefettura, all’ispettorato del lavoro, alla Società della Salute, si torna ad alzare la voce. «Vediamo che le altre cooperative sono rispettose dei dettami contrattuali e pagano nei tempi dovuti. Non c’è un problema di ritardo nel sistema dei pagamenti dell’Asl. Questi lavoratori e queste lavoratrici avrebbero tutto il diritto a risolvere un rapporto di lavoro senza preavviso per giusta causa. Ma continuano a erogare un servizio fondamentale per il territorio e le famiglie». Nel caso della Rsa di Cicignano c’era stata anche una segnalazione all’Anac per la per la risoluzione del contratto tra Asl e cooperativa Agorà Toscana. La risoluzione è ciò che ora s'aspetta la Fp-Cgil: subentrerebbe il secondo soggetto classificato, di cui fanno parte anche la coop Alice e il consorzio Astir.

Maria Lardara

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