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informata la digos 

Scritta fascista all’entrata dello studio del sindaco

Scritta fascista all’entrata dello studio del sindaco

PRATO. Ieri mattina una scritta dai toni ingiuriosi e di matrice neofascista è stata trovata presso lo studio legale del sindaco Matteo Biffoni e soci, dove si trovano anche altri studi professionali....

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PRATO. Ieri mattina una scritta dai toni ingiuriosi e di matrice neofascista è stata trovata presso lo studio legale del sindaco Matteo Biffoni e soci, dove si trovano anche altri studi professionali. Sconosciuti hanno deturpato l’ingresso del condominio dove si trova lo studio con la scritta “Matteo Buffone vergognati. Viva dux”. Immediatamente è stata informata la Digos per i rilievi del caso.

Una scritta analoga era stata fatta circa un mese fa, sempre all’ingresso degli uffici. «Sono sereno, ma penso che questi toni siano inaccettabili soprattutto quando oltre alle offese si aggiungono dichiarazioni di matrice neofascista – ha sottolineato il sindaco Biffoni – Sono abituato ad accettare le critiche e in questi anni non mi sono mai sottratto al confronto con nessuno. Qui però si tratta di altro, di minacce nella proprietà privata di un condominio dove lavorano i miei soci, aggravate da toni inquietanti e inaccettabili».

Le reazioni. La segreteria della Fp Cgil di Prato, «appreso del vile attacco fascista alla sede di lavoro dello studio legale del sindaco Matteo Biffoni, esprime piena solidarietà al sindaco e ai colleghi e condanna fermamente l’accaduto. È inaccettabile che a Prato, città medaglia d’argento per la Resistenza, siano presenti associazioni di stampo neofascista e che queste operino impunemente, invitiamo tutte le istituzioni democratiche ad attivarsi per respingere ogni rigurgito fascista. A ottobre dello scorso anno anche la Cgil di Prato è stata presa di mira con striscioni di stampo xenofobo, la Funzione Pubblica Cgil rinnova l’appello a tutta la città a non sottovalutare questi episodi e condannare, senza se e senza ma, tutto quello che trascende il confronto democratico».

«Un gesto inquietante e vigliacco - commenta il segretario del Pd Gabriele Bosi - Un gesto che però non ci intimidisce, ma che ci spinge ancor di più a sostenere una battaglia ferma e decisa per una società dove non vi sia spazio per azioni neofasciste e per intimidazioni del genere. Al sindaco Biffoni, vittima di questo gesto inqualificabile, e ai soci dello studio, va tutta la solidarietà del Partito democratico».

Solidarietà anche dall’assessore regionale Vittorio Bugli, che in una nota porta il sostegno suo personale e di tutta la giunta regionale (cui si è aggiunto il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani). «Attaccare un sindaco - commenta Bugli - significa attaccare una persona, ma anche la città e la comunità che egli rappresenta, tanto più se l'attacco avviene in un luogo di lavoro. La comunità di Prato non ha mai fatto mancare il proprio contributo alla vita democratica della Toscana. Prato e la Toscana non possono accettare episodi simili».

«La comparsa di scritte neofasciste sul muro che ospita lo studio legale di Matteo Biffoni, sindaco di Prato, è un segnale brutto e pericoloso» si legge invece in una nota della Confesercenti, che «stigmatizza (l’episodio, ndr) con sdegno, condannandolo e manifestando forte e ferma vicinanza al Sindaco. Grave che nella nostra città, da sempre simbolo di accoglienza e tolleranza, trovino terreno fertile simili velenosi germogli. Una pianta da estirpare subito quindi, con la mano ferma che siamo certi le forze dell’ordine non mancheranno di avere. Perché grave e sbagliato, a nostro avviso, sarebbe prendere alla leggera certi segnali, che alle nostre orecchie suonano invece come un grido d’allarme».

«Condanniamo in maniera ferma e decisa questo atto di stampo neofascista ai danni del sindaco Biffoni - scrivono infine i consiglieri comunali di maggioranza (Pd, LeU e lista Biffoni per Prato) - Il perpetuarsi di episodi intimidatori da parte di estremisti ci ha visto e ci vede ancora più determinati nel difendere e promuovere i valori della libertà e della democrazia contro chi intende offendere la memoria di Prato, che è medaglia d’argento per la Resistenza».

Nessuna reazione invece da parte delle forze politiche di centrodestra.

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