Sant’Orsola, il buco nel muro non si farà
Tecnici al lavoro per trovare una soluzione che consenta lo svolgimento del festival. Il 17 fissato un incontro coi residenti
PRATO. «Questo varco non s’ ha fare», era il grido di molti residenti di via Sant’Orsola. E il varco non si farà: il muro che racchiude secoli e secoli di storia di Prato rimarrà in piedi lì dov’è. Possono tirare un sospiro di sollievo i firmatari della petizione contro l’ipotesi di aprire una breccia provvisoria sul muro che separa via Sant’Orsola dai giardini dell’ex ospedale, in modo da creare un’uscita di sicurezza durante le serate d’estate del festival.
Questa è l’unica certezza scaturita dalla mattinata di riunione tutta a carattere tecnico tra i vari uffici comunali coinvolti e il consorzio Santa Trinita, organizzatore della manifestazione divenuta simbolo dell’estate a misura di famiglia ora a rischio per via del futuro cantiere di demolizione dell’ex ospedale. La soluzione di aprire una porta larga un metro, così come era stata prospettata dal Comune al consorzio, sarebbe stata comunque l’ultima spiaggia nel caso in cui la ditta aggiudicataria dei lavori di demolizione fosse contraria a mantenere la vecchia uscita di sicurezza finora collocata dalla parte dell’ospedale, sede di cantiere. O nel caso in cui, non si sa mai, i tempi dell’Asl dovessero dilatarsi per eventuali ricorsi di ditte escluse.
«La soluzione principe rimane la recinzione dell’area cantiere», ammette l’assessore ai lavori pubblici Valerio Barberis. Ma la ditta aggiudicataria ancora non c’è ed è impossibile dialogarci. Di sicuro verranno eliminati i tornelli all’ingresso dei giardini in modo da agevolare il flusso di persone in caso di emergenza. Ma l’uscita di sicurezza è un’altra cosa. E un’ipotesi prospettata agli organizzatori di “In Sant’Orsola” sarebbe quella di ricavare un corridoio d’emergenza sul lato dell’ex palazzina dell’Avis. Ma l’ultima parola spetta agli organizzatori, su cui ricade la responsabilità sul piano della sicurezza. E potrebbe pronunciarla oggi, dopo una consultazione interna fra i tecnici del consorzio. “In Sant’Orsola” potrebbe dunque rimanere ai giardini oppure spostarsi in un’altra location del quartiere ma con un taglio tutto diverso. Tutti stanno cercando di trovare una soluzione per mantenere in piedi il festival, complici le dimostrazioni d’affetto che si sono scatenate in città alla notizia di un suo possibile annullamento. Di certo il varco sul muro non si farà, anche perché difficilmente il Comune avrebbe avuto un'autorizzazione in tempi utili da parte della Soprintendenza. E per la macchina organizzativa di “In Sant’Orsola” dovrebbero scaldarsi già i motori.
Per il 17 aprile è fissato un incontro coi residenti e il Comune intende arrivarci con una proposta ben precisa. «Noi abbiamo sempre dato un contributo economico al Consorzio per la realizzazione di “In Sant’Orsola - spiega l’assessore alla Cultura Simone Mangani - e dunque è chiaro che al Comune interessa che il festival si faccia. Se verrà deciso di farlo altrove continueremo a sostenerlo».
Maria Lardara
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
