Gioco
L'eredità ai gatti, ma non si sa che fine hanno fatto i soldi
Un anziano di Carmignano lasciò 52.000 euro al gattile della Bogaia, che però nel frattempo ha cambiato gestore. Il Comune di Prato vuole sapere se il denaro è stato effettivamente speso per gli animali
PRATO. AAA cercasi donazione di 52mila euro per il gattile di Prato. Sì perché, in effetti, il lascito per l’oasi felina “La Bogaia” c’era: prima di morire nel 2014, Mario Villani di Carmignano fece testamento, decidendo che parte della sua eredità doveva servire a sfamare e curare i trovatelli della Bogaia, come raccontò Il Tirreno alla fine del luglio 2017. Nella testa del signor Mario, insomma, la destinazione era chiara: il gattile di Tavola, la struttura comunale che accoglie un centinaio di gatti randagi e abbandonati. Ma nel 2014 il rifugio dove scorrazzano tanti felini era ancora gestito dall’associazione “Amici della Bogaia”: peccato che, nell’estate 2017, il gestore del gattile sia cambiato e il servizio sia stato affidato all’associazione “Qua la zampa”, la stessa che manda avanti il canile del Calice.
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Che fine hanno fatto quei 52mila euro? Nelle casse del Comune non vi è traccia: al momento in cui fu aperto dal notaio il testamento del signor Villani, si fece avanti l’associazione “Amici della Bogaia” in quanto appunto soggetto gestore della Bogaia. Ora l’amministrazione comunale potrebbe rivendicare la paternità di quella somma donata a suo tempo e versata sui conti dell’associazione. Il fatto è che l’anziano benefattore amante degli animali, classe 1928, non aveva specificato in fase di stesura del testamento la differenza tra il gestore o il proprietario del gattile. Oggi pomeriggio, 5 aprile, durante i lavori della commissione 2, l’ufficio legale proverà a spiegare come e se sarà possibile recuperare i proventi della donazione. Il presupposto è che quei 52mila euro appartengono al Comune.
«Non lo dico io ma il nostro ufficio legale – fa sapere l’assessore ai diritti degli animali Filippo Alessi – L’associazione “Amici della Bogaia”, in quel momento, gestiva il gattile e mi fa piacere che il loro lavoro sia stato così apprezzato da chi ha pensato di donare parte della sua eredità. Possiamo decidere insieme a loro come spendere i soldi del lascito, in modo trasparente, per il bene degli animali. Perché questa era la volontà del benefattore». Nessun braccio di ferro con il vecchio gestore, almeno per il momento. «Quei soldi li spenderemo per gli animali – prosegue Alessi - una volta che li avremo saranno inseriti nella prima variazione di bilancio disponibile».
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