Il Tirreno

Prato

Alunni non vaccinati Disparità di trattamento

Alunni non vaccinati Disparità di trattamento

Restano a casa otto bambini che frequentano le materne e i “nidi” comunali Quelli delle scuole statali hanno tempo fino al 30 aprile per mettersi in regola

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Non se l’è fatto dire due volte: il figlio l’ha ritirato di sua sponte il 23 marzo scorso, prima delle vacanze di Pasqua. Firmata la disdetta della mensa: questo babbo non ha sentito ragioni quando ha ricevuto, per raccomandata, la circolare inviata dal preside Stefano Pollini. Era il 13 marzo e il genitore veniva invitato a regolarizzarsi con gli adempimenti vaccinali. Fuori uno su 160. Ovvero quanti sono gli iscritti alla scuola dell’infanzia “Le Badie”: erano 13, inizialmente, i bambini che non avevano risposto all’appello del 10 marzo, ultimo termine per mettersi in regola con le 10 vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge Lorenzin per l’iscrizione ai nidi e alle materne. «Al di là di questo caso particolare - fa sapere il preside Stefano Pollini - è passato il messaggio di tutela della salute, nell’interesse del minore e della comunità». La scadenza del 10 marzo è poi slittata al 30 aprile. È questa la data che fa prendere ancora tempo ai presidi dei comprensivi statali mentre per il Comune ci sono i presupposti per rimandare a casa gli “inadempienti”, in tutto solo otto.

Non che siano mancati i solleciti per le famiglie in tutti questi mesi. In pratica, Il Comune – competente su nidi, centri gioco e cinque scuole materne – e gli istituti comprensivi statali hanno trasmesso fra il 10 e il 20 marzo un ulteriore appello ai genitori dei bimbi non vaccinati. Altri 10 giorni di tempo per presentare i documenti di vaccinazione dei figli. Il Comune ha spedito le raccomandate il 17 marzo: s’arriva così alla fine di mese e alle vacanze di Pasqua. Ecco perché la campanella non è suonata ieri mattina per 8 bambini sugli oltre 1.200 iscritti. Cinque frequentano la materna comunale, due l’asilo nido e uno lo spazio gioco: non hanno avuto accesso ai servizi. «I bambini non ammessi potranno tornare a scuola non appena le famiglie avranno prenotato i vaccini obbligatori, come è stato spiegato ai genitori nei giorni scorsi», chiarisce l’assessora alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti. Percentuali di non vaccinati basse un po’ ovunque (meno dell’1%) ma è evidente che il pasticcio delle scadenze prorogate dai ministeri dell’Istruzione e della Salute ha creato difformità tra l’agire dei Comuni e degli istituti comprensivi statali. Tutti si muovono nel solco della legge: in realtà, il 30 aprile sarebbe l’ultimo termine per inviare all’Asl i documenti consegnati dalle famiglie o avvisare della mancata consegna. Oppure l’ultima chiamata per mettersi in regola? «Il 12 aprile abbiamo un incontro fra dirigenti per parlare proprio di questo: qualche genitore continua a scrivermi per chiedere ulteriori informazioni», fa sapere Sandra Bolognesi, preside dei comprensivi “Lippi” e “Don Milani”, statali. Dove sono due i casi di bambini non in regola che continuano a frequentare, su un totale di 350 iscritti. Cartellino giallo per due alunni del comprensivo Nord, il più numeroso, con quattro plessi di materna. La linea dell’espulsione non è passata nemmeno al comprensivo "Mascagni" dove sono cinque i bimbi non in regola che frequentano, su 265 iscritti. «Dal 2 maggio - fa sapere la direttrice dei servizi amministrativi, Paola Pancini - Chi non è vaccinato non entra in classe». Nel frattempo, con la scuola siamo agli sgoccioli e alcuni “no vax” potrebbero ritirare a casa i figli per poi iscriverli alla primaria a settembre (la materna non è scuola dell'obbligo) e “cavarsela” con una sanzione fra i 100 e i 500 euro,

Maria Lardara

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web