Sospeso da mesi lo sportello microcredito di Cittadinanza attiva
Prato, il servizio era gestito dalla Banca Popolare di Vicenza e dopo il passaggio a Intesa non è stato riattivato. Ma ci sono altri due possibilità per chi ha bisogno di piccoli prestiti
PRATO. Da alcuni mesi le attività del microcredito di Cittadinanza attiva sono sospese. "Questo - spiega il vice direttore della Caritas Giovanni Pieraccini - per problemi legati all’istituto bancario di riferimento attuale. Ovvero da quando c’è stato il passaggio dalla Popolare di Vicenza ad Intensa San Paolo". Ma chi ha necessità di somme di denaro per far fronte a problemi finanziari dovuti a momenti particolari che possono capitare nella vita ha, per fortuna, altri canali ai quali rivolgersi e lo può fare alla Caritas diocesana e al Fondo Santo Stefano. Si tratta del prestito della speranza e del prestito sociale della Regione, già attivi a Prato da qualche anno.
PRESTITO DELLA SPERANZA. Questo fondo è garantito grazie dalle risorse della Cei provenienti dall’8 per mille ed è spalmato su tutto il territorio nazionale. E’ attivo a Prato dal maggio 2015. Il prestito si divide in due categorie: la prima è destinata ai privati per un massimo di 7500 euro. Il finanziamento viene restituito alla banca sulla base di un piano di ammortamento della durata massima di 6 anni, comprensivi del periodo di preammortamento di 12 mesi. Per questo ci si può rivolgere alla Caritas. Dell’altra categoria, micro aziende o start up, la gestione è affidata al Fondo Santo Stefano. In questo caso il prestito massimo erogato può essere di 25mila euro. Secondo quando si apprende dal sito della Cei si tratta di finanziamenti di importo non superiore a 25.000 euro, erogati in una unica tranche, se non diversamente concordato tra banca e cliente, per l’avvio o lo sviluppo di un’iniziativa imprenditoriale o di lavoro autonomo, TAN non superiore al 4,5% . Il piano di ammortamento è di massimo 6 anni, comprensivi del periodo di preammortamento di 12 mesi.
PRESTITO DELLA REGIONE. “Per questo tipo di prestito – spiega il vice direttore della Caritas diocesana Giovanni Pieraccini – l’importo previsto è di massimo 3mila euro ad interessi zero ed è dato grazie a fondi regionali". I destinatari sono quanti si trovano in situazioni di difficoltà personale o familiare e in una situazione economica che non consente loro di sostenere spese necessarie per motivi di salute o relative alla loro situazione familiare.
NUMERI. Per quanto riguarda il prestito della speranza sono una cinquantina i privati e altrettante le microimprese le cui domande sono state accolte per beneficiare del fondo (dal 2015 ad oggi), mentre per quello sociale della Regione (attivo dal 2013) Pieraccini parla di alcune centinaia di persone.
MICROCREDITO CITTADINANZA ATTIVA. E’ quello al momento sospeso. E vedeva coinvolti Cittadinanza attiva Toscana, Caritas, San Vincenzo de’ Paoli, Misericordia. Era uno strumento pensato per quelle persone e famiglie in difficoltà che non potevano accedere al finanziamento attraverso i soliti canali bancari e prevedeva un massimo erogabile di 5000 euro rimborsabili in rate mensili in 5 anni.
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