Il Tirreno

Prato

Le casalinghe pratesi nel club del sesso estremo - Video

di Sabrina Chiellini
I carabinieri sequestrano il Club Valentine a Pontedera (foto Silvi)
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I carabinieri sequestrano il Club Valentine a Pontedera (foto Silvi)

Arrivavano anche da Prato le donne impiegate da una coppia italo-romena in un locale di Pontedera chiuso dai carabinieri per sfruttamento della prostituzione

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PRATO. C’erano anche casalinghe pratesi nel club a luci rosse chiuso giovedì 29 marzo dai carabinieri a Pontedera. Si tratta del Club Valentine, i cui gestori sono stati arrestati per sfruttamento della prostituzione. Sesso estremo, a pagamento, con casalinghe, mogli apparentemente fedeli e in cerca di soldi. Il Club Valentine in poco tempo era riuscito a mettere insieme un migliaio di soci. Sui siti l’attività del locale veniva presentata come quella di un club privè dove poter ascoltare musica, ballare, conoscersi davanti ad un drink.

Ma per gli scambisti e gli amanti del sesso a pagamento è stato facile capire che dietro lo specchietto di club o di night c’era qualcosa di molto diverso. I due gestori del Valentine avevano messo insieme una rete di donne che si prostituivano all’interno del locale. Donne insospettabili, spesso con una famiglia alle spalle ovviamente ignara di come trascorrevano i pomeriggi o le serate. Oltre a donne che, invece, da tempo esercitano questa professione e hanno una clientela di riferimento. I gestori del club, un pregiudicato di origini italiane, e la sua compagna romena, si erano dati una rigida divisione dei compiti. Entrambi sono agli arresti domiciliari e il loro avvocato, Fabiola Tani, sta lavorando per presentare ricorso al Riesame e chiedere l’attenuazione della misura cautelare in quanto ritiene che non ci siano i presupposti per una misura così restrittiva.

Sono finiti ai domiciliari Aniello Sepe, 52enne originario della Campania, e Aurora Marianna Vasiunuc, 32enne di nazionalità romena. Due loro collaboratori, un uomo e una donna, sono invece stati indagati in concorso per lo stesso reato: quello di sfruttamento della prostituzione. Sepe, da quanto è stato spiegato, era preposto al primo contatto con i clienti, dalla riscossione del biglietto d’ingresso che oscillava tra i 50 e gli 80 euro, fino alla distribuzione di contraccettivi. La compagna era la vera leader della scena. Molte donne impiegate nel club – arrivavano da Prato, Arezzo, Grosseto e da più zone della provincia di Pisa – hanno situazioni familiari complesse, sono sposate e madri.

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