Il Tirreno

Prato

L’Hotel President batte un colpo

di Pasquale Petrella
L’Hotel President batte un colpo

In tre anni la nuova gestione ha raddoppiato i numeri delle presenze e scommette su Prato e turismo

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PRATO. Si è rifatto il look e non solo. E vuole tornare ad essere un punto di riferimento per la Prato del turismo.

L’Hotel President, a due passi dal centro storico, da tre anni è stato preso in gestione dai fratelli Alessio e Sauro Venturi con Daniele Paolini. Una scommessa che non poteva non partire dalla ristrutturazione dei locali col rifacimento dei bagni nelle stanze, della hall e del ristorante. Con l’obiettivo di migliorare le performance economiche che allora, nel 2015, vedeva l’albergo con una copertura del 40 per cento delle camere. «Ci abbiamo creduto e siamo all’inizio di un percorso che in tre anni ci ha già dato delle buone soddisfazioni visto che abbiamo chiuso il 2017 con una percentuale del 75 per cento di camere occupate – dice Daniele Paolini – Abbiamo gruppi di stranieri, soprattutto giapponesi e spagnoli, e per quanto riguarda gli italiani, si tratta di una clientela business e commerciale, ovvero persone che vengono a Prato per lavoro». Ma c’è un cruccio per i tre soci della gestione dell’Hotel President che mercoledì sera hanno voluto ospitare nei locali del rinnovato ristorante molti gestori dei principali alberghi cittadini e la Giunta di Prato quasi al completo con in testa il sindaco Matteo Biffoni.

«I gruppi che pernottano nel nostro albergo usano Prato solo per dormire e poi visitano Firenze o comunque si spostano in altre città – continua Paolini - Vorremmo riuscire a fare in modo che questi gruppi potessero conoscere anche la nostra città magari rimanendo qui per un paio di giorni». Ma per raggiungere questo obiettivo c’è bisogno dell’aiuto di tutti e, fondamentalmente anche dell’Amministrazione comunale che si è presentata quasi al completo con la Giunta, fatta eccezione per gli assenti Maria Grazia Ciambellotti, Luigi Biancalani e Benedetta Squittieri, gli altri erano tutti presenti. «Avere il percorso del Cassero aperto sarebbe molto funzionale per i nostri ospiti» continua Paolini facendo dei piccoli esempi su cosa si potrebbe fare per invogliare i turisti a scoprire Prato. Il Cassero è a due minuti a piedi dall’albergo e gli ospiti potrebbero percorrerlo entrando in una dimensione medioevale, toccando con mano la storia e, una volta usciti dal Cassero in viale Piave si troverebbero il Castello dell’Imperatore di fronte e quindi sarebbero doppiamente invogliati a proseguire la loro visita in centro. E’ chiaro che trattenere i turisti in città significa che tutto il resto delle attività commerciali deve fare uno sforzo per saperli accogliere. Sarebbe assurdo, ad esempio, portare centinaia di turisti in centro di sera e che tutte le attività commerciali fossero chiuse. C’è molto da lavorare ma sembra che Sauro e Alessio Venturi con Daniele Paolini non abbiano alcuna voglia di fermarsi e i numeri per ora dano loro ragione. E chissà che qualche loro idea, durante la cena, non abbia fatto breccia fra la Giunta per studiare degli accorgimenti affinché Prato si scopra sempre più meta di turismo.

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