Sicurezza
La scuola Primo Levi adotta il fico secco di Carmignano
PRATO. Coltivare le piante, la tradizione e la memoria. E grazie alla collaborazione del consorzio del “Ficco secco” di Carmignano gli orti delle cinque dell’istituto comprensivo “Primo Levi” di...
PRATO. Coltivare le piante, la tradizione e la memoria. E grazie alla collaborazione del consorzio del “Ficco secco” di Carmignano gli orti delle cinque dell’istituto comprensivo “Primo Levi” di Prato subito dopo Pasqua avranno una piantina di fico dottato, un frutto antico che è oggetto di attacco di un parassita che sta mettendo in difficoltà la salute delle piante. Gli alunni così all’interno del loro spazio verde si prenderanno cura, oltre che delle piante da frutto già presenti, anche del fico che rappresenta una tipicità del territorio.
«Questa – sottolinea l’assessore all’istruzione Mariagrazia Ciambellotti – è educazione al gusto, ai prodotti locali e alla genuinità, oltre ad essere una riscoperta delle nostre tradizioni». Il progetto è “Frutto della memoria” che arricchisce i percorsi didattici intrapresi negli orti delle scuole, un percorso di educazione ambientale e alimentare che coinvolgere scuola, famiglie, associazioni, enti locali e altri soggetti pubblici e non. Per la presidente del consiglio comunale Ilaria Santi è importante la collaborazione con il comune di Carmignano e il coinvolgimento non solo degli insegnanti ma delle famiglie dei ragazzini e in particolare dei loro nonni che sono preziosi nell’aiutare i nipotini a gestire le piante.
E soddisfatto è pure l’assessore di Carmignano Francesco Paoletti che ribadisce come il fico sia legato alla cultura di quel territorio. Per la dirigente scolastico dell’istituto “Levi” Francesca Zannoni e per l’insegnante Luisa Peris (referente del progetto “Di orto in orto”) l’orto rappresenta un’aula verde all’aperto dove viene fatto riscoprire il concetto di stagionalità. «E – dicono – diventa un presidio culturale con le specie da proteggere e tramandare, proprio come il ficco dottato». Infine, il presidente del consorzio “Fico secco” Sirio Petracchi rammenta il parassita che ha colpito le piante di fico: «Si tratta di un coleottero che può arrecare danno alle piante – spiega - e così si verifica un calo della produzione. L’unico modo ora per risolvere il problema è l’eliminazione manuale del parassita».
Intanto, il comune di Carmignano ha chiesto alla Regione fondi per attività di ricerca per capire i rimedi da utilizzare contro il coleottero. «Noi – termina l’assessore Paoletti – nel nostro piccolo siamo disponibili a stanziare per quanto possibile la nostra parte di finanziamenti».
Azelio Biagioni
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