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Il fornaio nega di aver palpeggiato la bottegaia di Figline
L'imputato ha raccontato la sua versione dei fatti al processo in corso in Tribunale. Giura di non aver allungato le mani
PRATO. "Le chiesi di saldare il conto e lei mi disse che i soldi non ce li aveva, poi si mise a piangere. Io ci rimasi male e feci per andarle incontro ma lei si rigirò e io me ne andai". Questa la versione fornita dal fornaio di 35 anni che è sotto processo con l’accusa di aver palpeggiato la commessa di un negozio di alimentari nella zona di Figline. I fatti risalgono al giugno 2014 e su quello che accadde nel negozio di alimentari ci sono due versioni discordanti. Secondo quella della donna, coetanea dell’imputato, il fornaio approfittò dell’assenza di altre persone per metterle le mani addosso. Secondo l’imputato invece è tutto un grande equivoco, o peggio una bugia.
L’uomo, difeso dall’avvocato Massimo Taiti, è stato ascoltato lunedì 26 in Tribunale e ha raccontato di essere andato a consegnare il pane al negozio di alimentari. Ha detto che per la fornitura erano stati concordati pagamenti settimanali, ma il pane non era mai stato pagato (tanto che fu necessario fare un atto di precetto). La parte civile, rappresentata da Diego Capano, ha depositato copia dei tabulati telefonici facendo presente che risultano 54 sms inviati dal fornaio alla bottegaia e 30 dalla bottegaia al fornaio nei giorni immediatamente precedenti l’incontro nel negozio. L’imputato non lo nega, ma li spiega con le richieste di pagamento. Ha detto anche che una domenica arrivavano così tanti messaggi che la moglie, seduta vicino a lui sul divano, gli disse che era l’ora di finirla. L’imputato, rispondendo alle domande del proprio avvocato, ha detto che la donna aveva chiesto al forno di essere assunta e che le era stato detto che al momento non avevano bisogno di altro personale. Dopo l’episodio di giugno, ha aggiunto l’imputato, il padre della donna si presentò al forno per lamentarsi del fatto che il pane non era stato consegnato e gli avrebbe detto di guardarsi le spalle perché poteva succedergli qualcosa di brutto. Il processo è stato aggiornato al 14 maggio.
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