Sicurezza
Un ragazzo dice al 113 di essere armato e di voler uccidere l'amico della fidanzata
Per quaranta minuti i poliziotti hanno cercato di tranquillizzarlo mentre si trovava in un parcheggio nella frazione di Iolo a Prato, fino a quando ha lasciato la pistola nel bagagliaio e si è allontanato dalla macchina
PRATO. Un giovane di ventidue anni seguito dal servizio psichiatrico della Asl è stato denunciato per procurato allarme e porto illegale di arma atta ad offendere.
E' accaduto domenica 25 marzo poco dopo le 7 del mattino nel parcheggio di via Ghisleri a Iolo. E' stato da lì che è partita la telefonata al 113 in cui il giovane, in stato di forte agitazione, diceva di essere armato e di voler uccidere un amico della fidanzata. L'operatore del 113 ha cercato di tenerlo impegnato ed ha inviato sul posto una pattuglia. La trattativa telefonica è andata avanti per una quarantina di minuti in cui l'operatore ha cercato di calmarlo e di farlo uscire dall'auto in cui si trovava. I poliziotti intervenuti sul posto e tenutisi a debita distanza lo hanno visto uscire e poggiare l'arma sul tetto dell'auto. Poi è rientrato nel veicolo continuando a parlare con la centrale del 113. Secondo i poliziotti oltre alla pistola che avevano potuto vedere, avrebbe potuto avere anche altre armi. Dopo circa quaranta minuti l'operatore del 113 è riuscito a fargli lasciare la pistola in macchina e farlo allontanare dal veicolo. E' stato a quel punto che sono intervenuti i poliziotti che erano sul posto e che hanno potuto recuperare l'arma nel portabagagli: una pistola del tipo softair priva del tappo rosso. Nella perquisizione personale non sono state rinvenute altre armi. Dalla sua identificazioen è emerso che già in passato si era reso protagonista di geti autolesionistici e che il tutto sarebbe originato da vicissitudini di natura sentimentale.
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