Sicurezza
Resti umani nel bosco: sono quelli di Sergio Russo
La macabra scoperta di un escursionista in un luogo impervio del Monte Ferrato I documenti rimandano all’ex operaio scomparso tre anni fa. Ipotesi suicidio
PRATO. Si è risolto con l’ipotesi peggiore il caso di Sergio Russo, l’operaio di Narnali scomparso da casa l’11 aprile del 2015 e di cui non si saputo più niente. Un escursionista fiorentino nella mattinata di sabato si è imbattuto per caso nei resti di un cadavere in avanzato stato di decomposizione mentre percorreva un sentiero impervio che sale dal parco di Galceti verso il Monteferrato. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Prato che, dopo aver eseguito una serie di accertamenti sui documenti e sugli oggetti ritrovati intorno a quei resti, non avrebbero dubbi sull’identità del cadavere: si tratterebbe proprio di Sergio Russo. Non solo, alcune tracce – accanto ai resti i carabinieri hanno repertato anche un pezzo di corda - farebbero pensare come molto credibile l’ipotesi del suicidio, che sarebbe avvenuto nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa. Del ritrovamento è stato informato il magistrato di turno Francesco Sottosanti e nei prossimi giorni verranno eseguiti gli esami medico-legali per stabilire con certezza l’identità del cadavere. Delle indagini in questi si è occupata il pm Laura Canovai, che ha vagliato e analizzato insieme ai militari dell’Arma ogni più piccola segnalazione arrivata direttamente ai familiari o attraverso la trasmissione “Chi l’ha visto”. Il programma condotto da Federica Sciarelli si è occupato a lungo del caso, con la moglie che non si è mai data per vinta sulla possibilità che qualcuno sapesse qualcosa.
La scomparsa. Era l’11 aprile del 2015, quasi tre anni fa esatti, quando Sergio Russo, 51 anni, uscì per l'ultima volta dalla sua abitazione di via Viaccia a Narnali senza più dare notizie di sé. La moglie Fiorella e i due figli l'hanno aspettato invano a cena. E invece nulla, sparito, volatilizzato. Fin dai primi mesi successivi alla scomparsa, prima che ad occuparsene fosse la trasmissione di Rai 3, si moltiplicarono le segnalazioni: chi lo aveva visto al bar, chi sulla pista ciclabile, qualcuno persino con un’altra donna. L'ex imprenditore si è allontanato a piedi dalla sua abitazione, senza passaporto, portandosi dietro pochi spiccioli e un telefono cellulare che non ha fatto né ricevuto chiamate nelle tre ore in cui è rimasto acceso, come hanno verificato gli inquirenti. Lo videro l'ultima volta alle 13,45 di quell’11 aprile sulla pista ciclabile davanti al carcere della Dogaia, a 500 metri da casa. Poi più nulla. Aveva avuto una discussione con la moglie prima di uscire. I due coniugi erano stati di fatto separati per otto mesi, poi lui era tornato da tre settimane e quel giorno disse che l'indomani sarebbe andato a pranzo dalla madre.
Chi era Luigi Russo. Ex imprenditore tessile, all'epoca senza un lavoro fisso, Sergio Russo aveva 51 anni quando è sparito e ne avrebbe 54 oggi. L'ex imprenditore non aveva problemi di salute o economici e non aveva mai manifestato intenzioni suicide. Si era impegnato nella costruzione di un prototipo di drone di cui voleva chiedere un brevetto per commercializzarlo. Aveva già versato la caparra per un albergo a Verona per andare a trovare il figlio maggiore. Era stata fatta anche l’ipotesi dell’allontanamento volontario, mentre all’omicidio non è stato mai dato troppo credito e nello stesso fascicolo aperto dal sostituto procuratore Canovai non c’erano elementi che potessero far pensare a una morte violenta. Tutte ipotesi che, col ritrovamento del corpo, sembrano infrangersi ora contro la cruda realtà.
Francesco Albonetti
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