La protesta
Maurizio Sarti alla guida di Pratotrade: «Impariamo a fare squadra»
Prato, il responsabile commerciale della “Faliero” apprende la notizia dalla Cina: «Noi pratesi abbiamo grandi potenzialità ma dobbiamo fare fronte comune»
PRATO. Il più giovane è del 1980, il più “anziano” è del 1967. Il più fresco è Giovanni Gramigni del lanificio Bisentino, il più navigato in termini di esperienza è Sandro Ciardi della Dinamo. In mezzo c’è la classe 1970, che è quella del nuovo presidente di Pratotrade, il consorzio che raggruppa i maggiori lanifici del distretto: Maurizio Sarti della storica azienda Faliero Sarti di Capalle. I suoi colleghi del direttivo, composto da quattro membri (Sandro Ciardi della Dinamo, Alberto Pestelli di Texmoda Tessuti, Giovanni Gramigni del Bisentino e Francesco Marini del gruppo Marini Industrie, designato da Confindustria Toscana Nord), lo hanno eletto oggi mentre era in viaggio a Shenzen, in Cina. In tasca diploma di perito tessile al Buzzi e laurea in economia e commercio, Sarti raccoglie l’eredità di Roberto Rosati. Il Tirreno lo raggiunge al telefono mentre fa la spola tra un cliente e l’altro del Celeste Impero.
Imprenditore con la valigia: perché si trova in Cina?
«La mia azienda aveva partecipato nei giorni scorsi a Milano Unica Shanghai. Mi sono poi spostato a Pechino e ora mi trovo a Shenzen per incontrare i clienti del lanificio di famiglia. Rientrerò a casa prima di Pasqua».
Perché questo rinnovamento del direttivo?
«E lo specchio del cambiamento generazionale che stanno vivendo molte aziende del distretto. Il mercato sta cambiando, cambiano gli imprenditori che girano il mondo per incontrare i clienti».
Lei è stato anche presidente di Pratofutura e, per due mandati, vice di Pratotrade. Come vede il distretto?
«Abbiamo grandi potenzialità. Purtroppo a noi pratesi non è mai riuscito fare bene squadra. Ma è possibile fare fronte comune su tanti temi. Penso alla promozione e l’internazionalizzazione oppure, perché no, i capitolati dei clienti».
Progetti sull’immediato?
«A ottobre realizzeremo una fiera di nicchia a Shenzen dove sono presenti molti brand della moda femminile cinese. Torneremo poi a collaborare con i colleghi del Consorzio promozione filati, con il quale il 28 marzo prossimo condivideremo l’anteprima delle future tendenze moda».
Cosa pensa del posizionamento di Milano Unica e Première Vision?
«Sono due saloni sinergici. Buona la scelta di anticipare l’edizione invernale di Milano Unica a luglio mentre l’anticipo della fiera estiva a gennaio mi lascia un po’ perplesso per via della concomitanza con altri appuntamenti. Per quanto riguarda invece Première Vision, in vista di settembre stiamo portando avanti con gli organizzatori un progetto per dare grande visibilità ai nostri tessuti in chiave di sostenibilità, con uno stand dedicato.
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