Sicurezza
Dava lavoro a otto irregolari arrestata imprenditrice cinese
PRATO. I carabinieri del Nucleo investigativo hanno arrestato una cittadina cinese (il nome dell'arrestata non è stato fornito dagli investigatori), conduttrice di un’azienda regolarmente operante...
PRATO. I carabinieri del Nucleo investigativo hanno arrestato una cittadina cinese (il nome dell'arrestata non è stato fornito dagli investigatori), conduttrice di un’azienda regolarmente operante nel settore tessile. L’accusa è di aver violato il Testo unico con le disposizioni sugli stranieri. In particolare, avrebbe impiegato nella sua ditta di confezioni in via Bligny manodopera clandestina straniera. Ad attirare l’attenzione dei militari era stato un episodio verificatosi il 17 marzo, quando l'artigiana era stata identificata dopo che aveva accompagnato all’ospedale Santo Stefano, trasportandola nel bagagliaio della sua auto, una connazionale in grave pericolo di vita in quanto colpita da emorragia cerebrale.
Gli accertamenti effettuati avevano portato i militari a verificare che la donna – clandestina in Italia- si fosse sentita male proprio presso la ditta dell’arrestata, dove viveva e lavorava in nero. Da ciò la scelta dei carabinieri di effettuare un accesso nel capannone, cosa che è avvenuta martedì insieme a personale dell’Ispettorato territoriale del lavoro e della polizia edilizia e contrasto al degrado urbano del Comando di Polizia municipale di Prato.
Su tredici lavoranti solo due sono stati trovati in regola con il permesso di soggiorno e regolarmente assunti. Gli altri 11 sono risultati lavoratori in nero e tra questi 7 impiegati benché clandestini in Italia; ad essi si aggiunge anche la donna ricoverata in ospedale il giorno prima. Ma anche raccapriccianti le condizioni di vita e di lavoro cui gli stranieri erano sottoposti, impiegati in locali in cui erano disattese le più elementari norme di sicurezza e dignità professionale ed ancorché alloggiati in situazioni di grave irregolarità, poiché privi dei più elementari requisiti di abitabilità.
All’arresto si è aggiunto il provvedimento di sospensione dell’attività eseguito dagli uomini dell’Ispettorato del lavoro e il sequestro di tutti i locali – lavorativi ed abitativi- effettuato dalla Polizia municipale.
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