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La Saint-Gobain compra Logli

La Saint-Gobain compra Logli

Il fondatore rimane amministratore delegato: «Contento di entrare in questa grande famiglia»

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PRATO. «Sono contento di entrare in questa grande famiglia. Finora ho fatto tutto da solo, e per un imprenditore non è facile».

La nuova grande famiglia di Massimo Logli, titolare della Logli Massimo spa, si chiama Saint-Gobain, la multinazionale francese che produce e distribuisce materiali per l’edilizia. E che ieri ha annunciato di aver acquisito la società pratese di Logli, specializzata in sistemi e accessori per il fissaggio e l'assemblaggio di pareti in vetro. Massimo Logli rimarrà amministratore delegato e direttore generale della società, ma d’ora in poi dovrà rispondere ai francesi, che da più di un secolo hanno uno storico stabilimento per la produzione di vetro piano a Pisa.

Che sia una grande famiglia non c’è alcun dubbio. La Saint-Gobain è uno dei primi 100 gruppi industriali al mondo ed è presente in 64 paesi con 190.000 associati. Per Logli è un po’ come se gli extraterrestri fossero sbarcati nel Macrolotto 2, dove si trova l’unità operativa della Logli Massimo. E in effetti in tempi recenti non si ricorda un investimento su Prato di una multinazionale di questo livello, complice il fatto che il tessuto industriale del distretto industriale è fatto di tante piccole realtà, soprattutto nel settore tessile, che non stuzzicano gli appetiti delle società che operano a livello mondiale (un’eccezione sono i giapponesi che hanno comprato la Pontetorto).

«I francesi comprano qualcosa che non avevano - spiega Logli al telefono - La loro mossa fa parte di una strategia di crescita nel mondo. Quello che mi fa più piacere è che hanno scelto noi in mezzo a tanti altri concorrenti, dopo aver vagliato a lungo i possibili candidati». La trattativa sembra sia stata molto lunga e al momento non è uscita una singola cifra sull’impegno finanziario messo in campo dalla Saint-Gobain, come dicono sia tradizione della casa.

«Per trent’anni sono stato una specie di dittatore in azienda - dice Logli, imprenditore e appassionato di calcio (è tra i main sponsor di Empoli e Fiorentina) - e ora sarò stipendiato. È una grande opportunità per me. A 52 anni molti cominciano a pensare alla pensione, io invece imparerò come si sta in una multinazionale, imparerò dalla loro professionalità».

In termini di dimensioni, è ovviamente il gigante che si mangia il topolino, visto che il fatturato della multinazionale francese si misura in decine di miliardi di euro, mentre quello della Logli Massimo (2016) ha sfiorato i 14 milioni (partendo però dai 33.000 euro del 2002).

Stando a quanto prevede l’imprenditore pratese, potrebbero esserci anche assunzioni, se la crescita della società sarà quella attesa. Attualmente la Logli Massimo dà lavoro a una sessantina di persone. Con un cruccio: i prezzi degli affitti dei capannoni industriali nel Macrolotto 2. «Sono arrivati a 100 euro all’anno al metro quadro - recrimina Logli - È un mercato drogato. Solo qui succedono certe cose. E pensare che quando ci siamo trasferiti (la sede è in via Chemnitz, ndr) qui c’erano solo campi».

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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