Il Tirreno

Prato

Dirigenti Cgil studieranno Prato

Dirigenti Cgil studieranno Prato

Un ciclo di incontri frutto della collaborazione tra la Camera del Lavoro e il Pin

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PRATO. Si chiama “Ripensare Prato – L’economia, l’innovazione, il lavoro, le migrazioni, il territorio” ed è un ciclo di incontri sul progetto nato tra la collaborazione tra la Camera del lavoro della Cgil e il laboratorio di economia dell’innovazione (Lei) “Pavitt” del Pin. Gli appuntamenti saranno rivolti ai dirigenti del sindacato della Cgil (oltre trenta) dell’area metropolitana comprendente Prato, Pistoia e Firenze. Gli incontri saranno sei e si terranno presso la sede del Pin a partire dal 26 marzo e termineranno il 7 maggio. Il ciclo è la prima azione di una strategia culturale che si pone come riflessione sulla fase di transizione di una complessa area di sistema come quella di Prato. I seminari saranno tenuti da docenti delle università di Firenze, Siena e Venezia e saranno curati dal gruppo di lavoro del laboratorio di economia e dell’innovazione del Pin. La formula degli incontri prevede lavori di gruppo e discussioni oltre alla relazione scientifica del docente. I temi affrontati saranno: la società ineguale, innovazione accelerata, Prato come area di sistema in transizione, le tendenze del diritto del lavoro, la società multietnica, l’innovazione nelle politiche di governo del territorio. «Il ruolo dell’università - spiega il presidente del Pin Maurizio Fioravanti – è quello di comprendere come si evolve un’area come quella pratese che pretende ormai di essere oltre che distretto, nel senso dell’organizzazione dei fattori della produzione sul territorio, anche sistema». Per Alessandro Fabbrizzi, segretario della Camera del lavoro Cgil di Prato, oggi il sindacato necessita di una riconfigurazione: «Comprendere quindi le nuove traiettorie di crescita e le possibilità di sviluppo del sistema economico – dice – Ed agire in una dimensione locale affinché si ponga un argine alle disuguaglianze e torni a funzionare l’ascensore sociale ormai immobile da troppi anni». Fabio Giovagnoli del Lei: «Nell’innovazione ci sono due facce – racconta – l’opportunità e le grosse contraddizioni che questa si porta dietro».(a.b.)

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