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Nogarin stuzzica Biffoni che risponde per le rime

Nogarin stuzzica Biffoni che risponde per le rime

Al sindaco di Livorno che gli chiede di dimettersi dall’Anci, il primo cittadino di Prato replica: «Sei in difficoltà, ti diamo una mano». L’altro: «Mi fai ridere»

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PRATO. Volano gli stracci tra Livorno e Prato, in particolare tra i due sindaci, il pentastellato Filippo Nogarin e il democratico Matteo Biffoni. Ad aprire le danze ci ha pensato Nogarin, che venerdì ha suggerito a Biffoni di dimettersi dalla presidenza di Anci Toscana, l’associazione dei Comuni, nel caso, come puntualmente accaduto ieri, venisse nominato tra i reggenti del Pd toscano dopo l’uscita di scena del segretario Dario Parrini. La risposta è stata graffiante. «Trovo bizzarro - ha detto Biffoni - quello che ha fatto Nogarin, capisco che sia in difficoltà, capisco che la sua situazione è molto complicata. Trovo la sua un'uscita sgangherata di chi ha bisogno di trovare un po' di visibilità; siamo pronti a dargli una mano, se serve, anche come coordinatori o come reggenti a Livorno. Se cerca una visibilità da questo punto di vista lo comprendo. Io per vado avanti sulla mia strada».

«Mi dispiace - ha aggiunto Biffoni - perché lo riconosce lui, abbiamo lavorato molto bene finora. Cerco di fare il presidente dell'Anci, credo di averlo sempre fatto con la massima autonomia rispetto al partito. Lo dico perché nei gruppi dirigenti locali, regionali ci sono da sempre, non arrivo adesso. Questa è una fase particolare del partito toscano e non credo che cambi niente nel mio approccio in Anci».

Altrettanto dura la risposta di Filippo Nogarin, che ieri pomeriggio ha dettato alle agenzie l’ultima puntata (per ora) del confronto a distanza.

«Biffoni ha deciso che nei prossimi mesi la presidenza di Anci Toscana sarà l'ultimo dei suoi pensieri - attacca Nogarin - e questa è una grave mancanza di rispetto per l'associazione dei Comuni. Oltre a fare il sindaco, infatti, Biffoni avrà il compito di rimettere in piedi un Pd in piena crisi identitaria e senza una prospettiva politica concreta. La sua reazione stizzita alla mia richiesta di fare un passo indietro dalla guida di Anci Toscana testimonia il grande nervosismo che serpeggia nel Pd».

«Per Biffoni quello in difficoltà sarei io - sottolinea Nogarin nella sua nota - Muoio dal ridere: non è certo il Movimento 5 Stelle ad aver perso le elezioni nazionali dopo essersi fatto soffiare in meno di quattro anni città toscane importanti come Arezzo, Grosseto, Carrara, Viareggio, Cascina, Pistoia e ovviamente Livorno, dove ormai siamo a una manciata di voti dal diventare il primo partito, scalzando proprio il Pd».

Per Nogarin, «con uno scenario come questo, se fossi in Biffoni mi concentrerei sul suo partito e sulla sua città, lasciando ad altri il compito di guidare Anci. Ma evidentemente a lui del “sindacato dei sindaci” non interessa nulla».

Ieri, come detto, la direzione regionale del Partito democratico ha nominato cinque “reggenti”: il segretario metropolitano del Pd fiorentino Marco Recati (investito dalla funzione di portavoce), il sindaco di Prato Matteo Biffoni, il capogruppo in Consiglio regionale toscano Leonardo Marras, Valerio Fabiani e Adalgisa Mazza (questi ultimi rappresentanti rispettivamente delle mozioni di minoranza che fanno capo al ministro della Giustizia Andrea Orlando e al governatore della Puglia Michele Emiliano).

Saranno loro a guidare il partito regionale fino alla celebrazione del prossimo congresso regionale. Contestualmente la direzione ha preso atto delle dimissioni di Dario Parrini dalla carica di segretario del Pd toscano. Ora l'assemblea dovrebbe dunque tenersi entro metà maggio, mentre il congresso probabilmente ci sarà in autunno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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