Attenzione
«Io gioco con la squadra Un anno per decidere»
Il sindaco smentisce chi lo dà di nuovo in campo: «Disponibile sì, ma è presto» E mette l’elmetto dell’operaio: «Le grandi opere partono dal mese di maggio»
PRATO. Gli attestati di stima di Antonello Giacomelli e Gabriele Bosi lo lusingano. Il fatto di essere indicato come l’uomo giusto per un Pd in crisi lo inorgoglisce. Ma non è il tempo per parlare di un Biffoni bis. «Sono e resto a disposizione del partito e della città, ma chi parla di una mia candidatura sbaglia. Per decidere c’è ancora tanto tempo. E sarà la “squadra” a fare la scelta». Così Matteo Biffoni, di fatto, smentisce chi parla di una sua ricandidatura certa. E intanto pensa alle grandi opere. Promesse che «stanno per diventare realtà – assicura – anche se per completarle serviranno cinque anni».
Ed è proprio su questo che si fondano le voci sulla sua ricandidatura. Perché 5 anni significano un altro mandato amministrativo. Ma Biffoni prova a spiegare l’equivoco: «I tempi della politica non corrispondono a quelli della burocrazia e a quelli dei cantieri – sottolinea –. Quando diventi sindaco i primi sei mesi ti servono solo per capire dove sei e cosa fai. Poi cominci a muovere le leve ma ti scontri con la burocrazia. Dopo 3 o 4 anni i progetti possono partire, ma è di nuovo in campagna elettorale».
E il sindaco di Prato porta ad esempio i lavori sulla declassata. «A maggio si parte – dichiara –. Lunedì prossimo insieme a Valerio Barberis e Filippo Alessi (assessori ai lavori pubblici e mobilità, ndr) presenteremo il progetto preliminare del sottopasso all’altezza del Soccorso. Ci saranno Antonio Scalamandrè e Daniela Salucci di Anas, che realizzerà l’opera. E per arrivare a questo passaggio sono stati necessari tempi devastanti: quasi tre anni di lavoro tra ideazione, ricerca dei fondi, studi preliminari e varie ed eventuali».
E per realizzarli ne serviranno almeno altrettanti. «Sì – ammette Biffoni – ed è per questo che un’amministrazione a bisogno di almeno dieci anni per portare a termine quello che ha programmato e per cui ha lavorato. Ma dicendo questo non sto lanciando una mia candidatura per un secondo mandato da sindaco. Io ci sono e non mi tiro certo indietro, ma c’è ancora tanto tempo per decidere: si vota nel 2019».
E da qui ad un anno può succedere di tutto. «In questo momento storico non si possono prendere decisioni definitive», dichiara Biffoni senza spiegare il perché. Ma trovare una risposta è facile: la crisi del Pd, la crisi di un sistema, gli equilibri politici mutati anche a Prato e che potrebbero ulteriormente modificarsi in base a quanto accadrà dalle parti di Roma. «Io non gioco da solo, ma con la squadra. Non scappo e non mi nascondo ma non faccio neanche passi avanti. Se tra un anno si converrà che sono io l’uomo giusto per Prato, scioglierò la riserva», Biffoni dixit.
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