Il Tirreno

Prato

«Io gioco con la squadra Un anno per decidere»

di Giuseppe Boi
«Io gioco con la squadra Un anno per decidere»

Il sindaco smentisce chi lo dà di nuovo in campo: «Disponibile sì, ma è presto» E mette l’elmetto dell’operaio: «Le grandi opere partono dal mese di maggio»

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PRATO. Gli attestati di stima di Antonello Giacomelli e Gabriele Bosi lo lusingano. Il fatto di essere indicato come l’uomo giusto per un Pd in crisi lo inorgoglisce. Ma non è il tempo per parlare di un Biffoni bis. «Sono e resto a disposizione del partito e della città, ma chi parla di una mia candidatura sbaglia. Per decidere c’è ancora tanto tempo. E sarà la “squadra” a fare la scelta». Così Matteo Biffoni, di fatto, smentisce chi parla di una sua ricandidatura certa. E intanto pensa alle grandi opere. Promesse che «stanno per diventare realtà – assicura – anche se per completarle serviranno cinque anni».

Ed è proprio su questo che si fondano le voci sulla sua ricandidatura. Perché 5 anni significano un altro mandato amministrativo. Ma Biffoni prova a spiegare l’equivoco: «I tempi della politica non corrispondono a quelli della burocrazia e a quelli dei cantieri – sottolinea –. Quando diventi sindaco i primi sei mesi ti servono solo per capire dove sei e cosa fai. Poi cominci a muovere le leve ma ti scontri con la burocrazia. Dopo 3 o 4 anni i progetti possono partire, ma è di nuovo in campagna elettorale».

E il sindaco di Prato porta ad esempio i lavori sulla declassata. «A maggio si parte – dichiara –. Lunedì prossimo insieme a Valerio Barberis e Filippo Alessi (assessori ai lavori pubblici e mobilità, ndr) presenteremo il progetto preliminare del sottopasso all’altezza del Soccorso. Ci saranno Antonio Scalamandrè e Daniela Salucci di Anas, che realizzerà l’opera. E per arrivare a questo passaggio sono stati necessari tempi devastanti: quasi tre anni di lavoro tra ideazione, ricerca dei fondi, studi preliminari e varie ed eventuali».

E per realizzarli ne serviranno almeno altrettanti. «Sì – ammette Biffoni – ed è per questo che un’amministrazione a bisogno di almeno dieci anni per portare a termine quello che ha programmato e per cui ha lavorato. Ma dicendo questo non sto lanciando una mia candidatura per un secondo mandato da sindaco. Io ci sono e non mi tiro certo indietro, ma c’è ancora tanto tempo per decidere: si vota nel 2019».

E da qui ad un anno può succedere di tutto. «In questo momento storico non si possono prendere decisioni definitive», dichiara Biffoni senza spiegare il perché. Ma trovare una risposta è facile: la crisi del Pd, la crisi di un sistema, gli equilibri politici mutati anche a Prato e che potrebbero ulteriormente modificarsi in base a quanto accadrà dalle parti di Roma. «Io non gioco da solo, ma con la squadra. Non scappo e non mi nascondo ma non faccio neanche passi avanti. Se tra un anno si converrà che sono io l’uomo giusto per Prato, scioglierò la riserva», Biffoni dixit.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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