«Varchi e parcheggi? Parliamone ma anche insieme ai residenti»
Gli assessori Alessi e Toccafondi replicano all’allarme dei negozianti sul rilancio del settore «Gli incentivi pubblici servono ma non bastano, va anche ripensato il commercio a iniziare dagli orari»
PRATO. La ripresa del commercio nel centro storico non può passare solo attraverso un ripensamento dei varchi elettronici e l’aumento di posti-auto a disposizione dei clienti. È questa in sintesi la prima risposta degli assessori alla mobilità Filippo Alessi e alle attività produttive, Daniela Toccafondi, al “grido di dolore” lanciato da Confcommercio. La storica associazione dei commercianti invita l’amministrazione comunale a ripensare le scelte in materia di accessibilità al centro storico per riportare la gente non solo la sera, come già avviene grazie ai locali dove si mangia e si beve, ma anche durante il giorno quando i negozi deserti rischiano di chiudere. Alessi e Toccafondi riconoscono che il problema esiste, ma per risolverlo occorre una nuova «discussione che coinvolga tutti: amministrazione, negozianti e residenti».
Varchi elettronici. Confcommercio chiede una revisione dei varchi cittadini, togliendo quello in piazza S. Elisabetta e spostando il varco di via Tintori in via Santo Stefano. Si chiedono anche maggiori controlli sulla sostanza selvaggia e un’anticipazione dell’accesso alla ztl alle 18 per facilitare la fruibilità del centro. «La discussione la faccio volentieri, ma con tutti – è la risposta dell’assessore Alessi – ha senso parlarne in assemblee pubbliche con commercianti e residenti, perché è evidente come le esigenze non coincidano. Prato è uno dei centri storici della Toscana più abitato, a differenza di Firenze. La discussione sui varchi è la stessa di quindici anni fa, non vedo possibilità di ripensamento totale, ma si può discutere su qualche modifica. La stessa giunta di centrodestra che nel 2009 riaprì il centro alle auto, poi ha dovuto ripensarci e rimettere dei limiti all’accesso in ztl». Anche l’assessore Toccafondi è convinta che la scelta di riaprire il centro alle auto non sia quella giusta: «L’orientamento del futuro in tutte le città europee è quello di chiudere i centri storici, ne parlano in questi giorni anche al salone dell’auto di Ginevra».
Parcheggi. L’altro problema affrontato da Confcommercio, è quello dei parcheggi. La proposta è di segnalare maggiormente i parcheggi a servizio del centro storico, con adeguata segnaletica. E, nello specifico, fare in modo che il parcheggio di piazza San Domenico non sia ad uso esclusivo dei residenti, ma venga riservato alla sosta a pagamento in modo da favorire la rotazione della sosta. «Anche questo è un problema da discutere coi residenti - dice Alessi - Non penso però che venti posti-auto in più in piazza San Domenico risolvano i problemi. Le nostre tariffe dei parcheggi sono fra le più basse d’Italia: 1 euro l’ora in piazza Mercatale, uno al giorno in piazza del Mercato Nuovo. Convengo che forse non tutti i pratesi lo sanno». Anche Daniela Toccafondi ammette che forse occorre dare più informazione.
Commercio da ripensare. Alessi vede un problema di orari: «Serve davvero aprire alle 9? Gli stessi centri commerciali i picchi dei clienti li fanno durante la pausa pranzo e la sera. Forse occorre ripensare gli orari di apertura e chiusura dei negozi». L’assessore Toccafondi ripercorre i vari esperimenti tentati negli ultimi anni per incentivare le aperture dei negozi nei fondi sfitti, a partire da Pop Up Lab: «Mi rendo conto che oggi non è più sufficiente. La discussione va spostata su cosa può offrire un negozio del centro che non c’è comprando su internet o al centro commerciale. Penso ad aziende del territorio che vendano a prezzi di fabbrica prodotti tessili a chilometri zero, maglieria, lana, cardato. Un incentivo per portare in centro a Prato anche i non pratesi».
Un negozio al posto dell’Urp. Confcommercio propone anche di trasferire l’Urp da piazza del Comune. «Col trasferimento delle competenze da Provincia a Comune, ci sarà un ripensamento di molti uffici, a partire da quello del turismo. È possibile che i fondi attualmente occupati dall’Urp rientrino in questa riorganizzazione, ma aprire un’attività commerciale privata è una proposta che mi spiazza e tutta da verificare».
Francesco Albonetti
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