Lutto
Il popolo del Pd: «Recuperiamo l’anima di sinistra»
Prato, alla Querce la parola d’ordine degli iscritti è “cambio di rotta” . Elezioni 2019, il segretario Bosi promuove il Biffoni bis: «Deve continuare»
PRATO. «Quello che è uscito dalle urne mi sembra chiarissimo. Il Pd ha preso una sonora sconfitta. A questo punto siano Lega e M5S a prendersi la responsabilità di governo. Noi staremo all'opposizione, non è possibile nessun accordo con chi ci ha insultati fino a 6 giorni fa».
Gabriele Bosi, segretario provinciale dei democratici, non fa cadere parole nel vuoto. Orfiniano (la corrente che fa capo a Matteo Orfini) dei cosiddetti “giovani turchi”, venerdì sera al circolo I Risorti della Querce, non l'ha mandata a dire dietro a nessuno e non ha usato perifrasi. Davanti a sé, una cinquantina di iscritti e simpatizzanti del Pd, è una delle assemblee dopo il voto delle politiche per incontrarsi con i propri elettori e iscritti. In tutto il mese, di questi incontri ce ne saranno un'altra decina solo nel pratese. Il popolo del Pd qui, alla Querce, non avrebbe da lamentarsi poi tanto, se fosse un'isola; il 4 marzo la zona di Prato est ha raccolto quasi il 30 % dei consensi, il circolo politico di cui è segretario Marco Sapia (che è anche consigliere comunale) regge con una sessantina di iscritti e con «altri nuovi che hanno chiesto la tessera proprio dopo il 4 marzo», dice Sapia ai suoi.
Da parlare, però, c'è molto, perché neanche la Querce è un'isola. Fra il pubblico persone di ogni età: molte donne, qualcuna giovanissima forse non supera i 18 anni, poi gli anziani storici del circolo, altri iscritti che sono venuti un po' da tutta la provincia, da Carmignano, Poggio a Caiano e la zona sud, e fra questi Mauro Vannoni, ex parlamentare del Pds, e l'attuale assessora al bilancio Monia Faltoni. L'occasione per discutere è importante.
L'appuntamento delle amministrative del 2019. Nella relazione di Bosi, l'accenno alle amministrative del 2019 non entra dalla porta principale. Il segretario "Dem" ricorda solo una cosa durante l'assemblea: «Facciamo una distinzione chiara, una cosa sono le politiche un'altra le amministrative. Nel 2008 il Pd prese quasi il 46 % dei voti alle politiche a Prato, l'anno dopo perdemmo le comunali», come a dire che non si tratta di una tragedia, che c'è molto da lavorare, ma che il rapporto con la città, le persone e il territorio può essere rinsaldato. Un punto della sua relazione è il più politico di tutti: «Forse abbiamo ecceduto troppo nel riformismo dall'alto, con cose fatte bene, ma pensando troppo al Pil che cresce e meno alle persone che non ce la fanno ad arrivare a fine mese. Il nostro popolo è quello, ed è li che dobbiamo tornare ad essere vicino». Niccolò Nesti, quarantenne, dice: «da un anno ho seguito molto da vicino Renzi, sono andato a molte iniziative, non so c'è qualcosa che non sono riuscito a capire del tutto in certe scelte, ma soprattutto nel Jobs Act. Questa riforma è vista come un aiuto alle aziende, non ai lavoratori».
Bosi: «Biffoni candidato naturale». Lo ha ripetuto fuori dall'assemblea il segretario Bosi, è un Sì senza titubanze: «Biffoni e tutta la sua squadra sono i candidati naturali del 2019. Devono portare avanti quanto iniziato nei primi cinque anni, portare a conclusione quanto iniziato». Per Gabriele Bosi, segretario del Pd provinciale, non ci sono dubbi la strada maestra è quella indicata fra il 2014 e il 2019. In pochi giorni arriva la seconda, e forse più decisa, conferma alla candidatura di Matteo Biffoni per il secondo mandato da sindaco, e assieme a lui viene premiata anche tutta la squadra dell'attuale giunta comunale.
«Dopo le politiche mi sembra che il tema caldo sia questo, non si fa che parlare di questo - prosegue Bosi - per me non c'è alcun dubbio, Matteo Biffoni è il candidato del centro-sinistra per le prossime elezioni del 2019 e con lui tutta la squadra. Quanto impegnato va portato a conclusione, un impegno importante che proietta la città in una dimensione di lavori pubblici estremamente impegnativi». Lavori per il sottopasso del Soccorso, inizio previsto prima dell'estate 2018, demolizione ospedale vecchio e nuovo parco urbano, e un tuffo in quello che sarà il probabile caos delle opere per la terza corsia dell'A11.
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