Gioco
Filarmonica Verdi di Montemurlo: un secolo di grandi concerti alle spalle
La banda, di cui è presidente Marco Colzi, ogni anno è protagonista della rassegna estiva nel giardino di Villa Giamari
MONTEMURLO. «Una banda musicale non è un fungo», non appare d’un tratto sulla scena musicale, ma si sviluppa piano, dopo un periodo di prove: con questa immagine Ilvo Santoni, nel suo libro dedicato alla Filarmonica “G. Verdi” di Montemurlo, sintetizza i 106 anni di attività della banda montemurlese, ricostruendo con dovizia storica le vicende di cui è stata, ed è tuttora, protagonista. Una storia che affonda le radici alla fine dell’Ottocento, addirittura ben prima di quel 1899 che, fino a qualche anno fa, è stato ritenuto l’anno della fondazione.
Grazie alle ricerche è stato possibile datare con precisione l’anno della prima uscita della banda, raccontando una storia che si intreccia con le vicende di Montemurlo, la sua crescita, i suoi abitanti, i valori, i tanti risultati e anche qualche primato, non ultimo il fatto che per la prima volta, oggi, sia una donna a guidare la filarmonica.
LA FILARMONICA GIACOMO PUCCINI DIRETTA DA MAMMA TIZIANA
LA FILARMONICA OTELLO BENELLI E' MAGGIORENNE
Era dunque, in realtà, il 1895 quando il corpo musicale di Montemurlo, nato come associazione spontanea del ceto contadino e artigiano, ha iniziato ad accompagnare con la sua musica gli avvenimenti, le feste civili e religiose del paese, tra cui, a partire da quell’anno, la processione in occasione della festa della Santa Croce. Il primo sodalizio musicale di Montemurlo fu intitolato a “Niccolò de Lapi” ed era formata da strumenti appartenenti a famiglie diverse: flauto, ance, ottoni e percussioni. Dalle ricostruzioni, pare che la prima cellula della filarmonica sia nata nel quartiere cosiddetto delle Fornaci intorno al 1893, in seno a un gruppo di socialisti e repubblicani. Un contributo alla formazione della banda arrivò anche dalle famiglie possidenti del luogo, tra cui i Raveggi e in particolare la famiglia Banti, molto attiva in campo artistica e musicale, che aveva la residenza alla Villa del Barone.
Fu proprio la famiglia Banti a fornire la sede provvisoria alla Filarmonica fin dai suoi esordi e lì rimase fino, circa, agli anni Venti. Furono gli stessi Banti a fare la divisa alla Banda per la sua prima uscita. In cambio ottennero che, per l’inaugurazione, la Filarmonica “Niccolò de Lapi” salisse suonando al Barone, dove si esibì e, in suo onore venne offerto un grande rinfresco. L’intitolazione della banda a “Niccolò de Lapi” voleva proprio rendere omaggio a Cristiano Banti, proprietario del Barone e mecenate del corpo musicale, e allo stesso tempo voleva essere un simbolo della lotta alla libertà da parte dei primi fondatori vicini al Risorgimento, rientrando in una tradizione di opposizione al potere costituito che dal Medioevo giunge fino al 1537.
Dopo il 1900 nel repertorio della filarmonica, oltre alle marce, agli inni religiosi e patriottici, ai pezzi scelti, cominciarono a essere inclusi anche “i ballabili” e così la banda cominciò a diventare protagonista anche delle feste da ballo, organizzate principalmente durante il periodo di carnevale. Prima degli anni Venti, nel frattempo, la Banda aveva cambiato nome ed era stata intitolata a Giuseppe Verdi. Arrivarono poi gli anni del fascismo, un periodo in cui la banda lottò duramente per conservare la sua autonomia e per non diventare uno strumento in mano al regime.
Solo dopo la guerra la Filarmonica si ricostituì con nuovi elementi e con una nuova sede in via Scarpettini, messa a disposizione dall’ingegnere Cesare Becciani. È da allora che la Filarmonica si trova in quella sede. Dagli anni Sessanta la banda è diventata anche scuola di musica e proprio da Montemurlo, a partire da quegli anni, è uscito un nutrito numero di strumentisti.
Dopo un periodo di crisi, sul finire degli anni Settanta la banda si è di nuovo rigenerata fino ad accogliere, oggi, un gruppo stabile di musicisti che va dai 15 ai 70 anni. È proprio a partire dalla metà degli anni Settanta che musicalmente è cresciuta Liana Lascialfari, prima donna della banda a 12 anni, divenuta direttrice a soli 23 anni e tuttora in carica. Proprio Liana nel 2016, durante un concorso nazionale per bande, ha ricevuto un prezioso premio come prima donna direttrice di banda. Oggi nella sede di Scarpettini, la Filarmonica di cui è presidente Marco Colzi, è attiva come scuola di musica e ha promosso negli anni lezioni per bambini, collabora con le scuole elementari di Montemurlo per inserire giovani allievi dentro l’attività della banda e ha attivato un nuovo reparto di percussioni con sei nuovi elementi, tutti giovanissimi.
Sotto la direzione della professoressa Liana Lascialfari, la Filarmonica propone un repertorio estremamente vario: arie delle grandi opere liriche, brani di musica classica e per bande, colonne sonore di film e brani di musica contemporanea.
Da tre anni la Filarmonica è protagonista di “Montemurlo in Music”, la rassegna estiva che si svolge ogni anno nel giardino di Villa Giamari. Non solo. Negli ultimi anni la banda ha partecipato alla rassegna di eventi musicali estivi in piazza Signoria a Firenze, ha promosso la rassegna “A spasso nel tempo con la musica”, continuando a crescere e contribuendo così allo sviluppo dell’educazione musicale dei più piccoli e, in generale, di tutto il territorio, di cui rappresenta, da oltre cento anni, un perno indiscusso.
Questi l’elenco dei musicisti che fanno parte della Filarmonica Giuseppe Verdi di Montemurlo.
- La direttrice della Filarmonica è Liana Lascialfari
- clarino: Rolando Barni, Piquè Giovanni, Piquè Gregorio, Maglia Giuseppe, Adele Ratti, Lorenzo Neri, Manuela Barni, Flavio
- Flauto: Emanuele Brilli, Marco Rafanelli, Margherita T.
- Trombone: Antonio Michi
- Sax contralto: Chiara Nardi
- Flauto: Gabriele Capuano
- Tromba: Davide Zannoni
- Percussioni: A. Marcantonio, Alessio Gioffredi, Sara Pace
- Basso tuba: Gabriele Vassallo, Stefano Ciambellotti
- Percussioni: Riccardo Vignolini, Stefano Pulzelli, Marco Guerra
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