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Varvarito, c’è l’accordo in Regione

Varvarito, c’è l’accordo in Regione

Ma la Fillea Cgil non firma ritenendo basso l’incentivo all’esodo

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PRATO. I “volontari” che si sarebbero fatti avanti si contano sul palmo di una mano. Del resto, non è certo appetibile l’incentivo all’esodo volontario messo sul piatto dalla Varvarito a chi lascerà di sua sponte l’azienda: 5mila euro lordi spalmati nell’arco di 75 giorni. L’alternativa è il licenziamento, secondo i criteri stabiliti per legge: le lettere saranno spedite dal 14 marzo in poi. Manca la firma della Fillea-Cgil sull’accordo firmato ieri pomeriggio a Firenze tra Varvarito, Regione Toscana e sigle sindacali, che mette la parola fine alla procedura di licenziamento collettivo aperta alla vigilia di Natale dall’azienda specializzata nella frantumazione di inerti. Scende il numero degli esuberi, da 27 a 20, che si sommano a quelli che, secondo la Cgil, sarebbero altri 12 potenziali esuberi a fronte di una precedente procedura aperta nel marzo 2017 per 28 persone. Nel frattempo, 16 lavoratori sono usciti volontariamente. Una vertenza nella vertenza, due procedure di mobilità (la prima, volontaria, era però legata alla cassa integrazione straordinaria) aperte nel giro di un anno per l’azienda che nel 2015 ha avuto dal Comune l’ok per l’impianto di inerti sul proprio terreno a San Giorgio a Colonica. L’unica certezza è che per ora Varvarito farà a meno di 20 unità, assestandosi su una realtà di medie dimensioni con una quarantina di dipendenti, la metà del personale impiegato fino a pochi anni fa. Il 13 marzo, tra l’altro, è l’ultimo giorno di cig straordinaria. «Non ci convince il piano industriale della Varvarito e non riteniamo congruo l’incentivo per l’uscita volontaria – obiettano Giulia Marini ed Enrico Talenti della Fillea-Cgil di Firenze - A ciò si aggiunge il timore che vengano licenziati anche i lavoratori non assorbiti dalla prima procedura di mobilità basata sul principio della volontarietà». L’accordo è stato firmato così solo da Filca-Cisl e Feneal Uil per la parte sindacale, dopo quasi sette ore di trattativa in Regione. «Una trattativa che è servita intanto a ridurre il numero degli esuberi da 27 a 20 – fa notare Stefano Tesi della Filca-Cisl - Nonostante le difficoltà siamo riusciti a portare a casa un buon risultato. Ci auguriamo che l’azienda segua la strada del rilancio industriale». (m.l.)

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