Il dolore
Il Pd chiude le porte al M5S
Il segretario Bosi e il sindaco Biffoni in coro: «Ci hanno insultato per anni, stiamo all’opposizione»
PRATO. Un accordo col Movimento 5 Stelle? Per Gabriele Bosi, segretario provinciale del Partito democratico, è una cosa che non sta né in cielo né in terra. All’indomani dei risultati delle elezioni politiche, disastrosi per il Pd, è questo l’argomento del giorno, il corteggiamento, non esplicito ma chiaro, del Movimento a quella parte del Pd che potrebbe essere tentata di dare almeno un appoggio esterno a un governo a cinque stelle. Ipotesi che Bosi scarta a prescindere.
Il segretario è reduce da un dibattito televisivo a TvPrato nel corso del quale, ricorda, la consigliera del M5S Silvia La Vita ha continuato a definire quelli del Pd delinquenti, aggiungendo che con Bosi non andrebbe nemmeno a prendere un caffè.
«Salvo poi auspicare che il Pd in Parlamento voti le proposte del Movimento 5 Stelle - sorride amaro il segretario - Io sono rimasto basito da questo tipo di argomentazioni e, a prescindere da quello che decideranno gli organi del partito, credo che il nostro elettorato non capirebbe».
In effetti la situazione è quantomeno bizzarra. Per anni il Movimento ha ricoperto di insulti i vertici del Pd e ora, nel giro di poche ore, un accordo con un Pd “derenzizzato” non sembra più un tabù.
«È una cosa che non esiste - ribadisce Bosi - Negli ultimi anni e in campagna elettorale ci siamo combattuti duramente. E non ci sono punti di convergenza. Faccio qualche esempio: loro hanno affossato la legge sullo Ius soli, loro sono per l’uscita dall’euro (che non mi sembra un argomento secondario nel governo del paese), loro sono vicini alla Lega riguardo alle politiche sull’immigrazione. Mi sembra che basti».
Ancora più duro, se possibile, il giudizio del sindaco Matteo Biffoni. «L’ho già detto in occasioni pubbliche e anche al mio segretario nazionale - spiega Biffoni - Le urne hanno dato un risultato inequivocabile e le urne per me sono sacre. Questo significa che il nostro posto, adesso, è all’opposizione».
«Del resto - aggiunge il sindaco - non siamo nel 2013, il paese ora è più robusto, i conti sembrano in ordine. In altre parole, non siamo nella situazione di quanto Bersani fece quel famoso incontro in streaming col Movimento 5 Stelle. Ma soprattutto, ripeto, gli elettori hanno deciso e tocca al M5S assumersi la responsabilità».
Eppure sembra proprio che Luigi Di Maio non escluda la possibilità di un accordo con una parte del Pd. «La pochezza politica di questa gente si vede proprio da questo - ribatte Biffoni - Fino a ieri ci consideravano il male assoluto e ora sarebbero disposti a prendere i nostri voti. Hanno alimentato un clima di aggressività pazzesca e fanno finta che non sia successo niente...».
Insomma, dai vertici locali del Partito democratico la chiusura è su tutto il fronte. «Se poi qualcuno dentro il partito la pensa diversamente - chiude Biffoni, riecheggiando le parole di Renzi - vada in direzione, alzi la mano e lo dica».
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google