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Prato

linda pastacaldi aveva 8 anni 

Due automobilisti a processo per omicidio stradale

Due automobilisti a processo per omicidio stradale

PRATO. Viveva a Prato ed amava il ma re Linda Pastacaldi, 8 anni, figlia di Maurizio, giornalista sportivo, e di Veronica Ceri. La sera del 15 luglio scorso sarebbe andata con la madre al concerto di...

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PRATO. Viveva a Prato ed amava il ma re Linda Pastacaldi, 8 anni, figlia di Maurizio, giornalista sportivo, e di Veronica Ceri. La sera del 15 luglio scorso sarebbe andata con la madre al concerto di Tiziano Ferro, per il quale stravedeva. Invece è stata quella la sera dei suoi ultimi attimi di vita, dopo l’incidente sulla Bretella, appena passato il casello di Massarosa, in auto con la madre mentre tornavano dal mare, i piccoli sogni sabbiosi stretti al cuore. Veronica rimase gravemente ferita, mentre i traumi riportati dalla bambina non hanno lasciato fin da subito speranza alcuna di salvarla.

Ora la Procura di Lucca diretta da Pietro Suchan ha chiesto che siano processati per omicidio stradale Antonio Nesta, 48 anni, residente a Torino, e Manolo Campioni, 38 anni, residente a Buggiano (Pistoia), i due automobilisti che le indagini hanno indicato come protagonisti della vicenda. I fatti di quel pomeriggio di sangue sulla strada possono essere così riassunti: una Ford Focus intralcia la circolazione sulla Bretella, dopo aver sbandato: la Mini guidata da Veronica Ceri rallenta per non andare a sbattere contro la Focus; l’autofurgone Renault Kangoo tampona la Mini «ad una velocità di 100 chilometri l’ora», è l’accusa (pm Piero Capizzoto) e «senza accennare ad alcuna manovra di frenatura o di scanso». La Ford è quella guidata da Nesta (difeso dall’avvocato Emanuele Labis del Foro di Torino), mentre al volante della Renault c’è Campioni (per lui gli avvocati Alessandro Berutto e Maurizio Dalla Casa, entrambi del Foro di Lucca). Al primo la Procura contesta un particolare agghiacciante: dopo aver «impattato con le barriere di contenimento» dell’autostrada, l’autovettura «ancora marciante poteva raggiungere la piazzola di sosta distante 370 metri, o comunque zona zebrata distante 20 metri e sufficiente a contenere - nella situazione di emergenza venutasi a creare - la sagoma del mezzo». Per il guidatore della Ford anche la contestazione di non aver esposto «l’apposito segnale mobile di pericolo in maniera corretta, vale a dire a distanza di almeno 100 metri». (d.f.)

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