Il Tirreno

Prato

Centro Giovannini aperto e deserto Il video denuncia

di Samuele Bartolini
Centro Giovannini aperto e deserto Il video denuncia

Lo scorso primo marzo, giorno della nevicata, Daniele Baldi filma una situazione irreale con la struttura abbandonata

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PRATO. «C'è nessuno?», urla Daniele Baldi a spasso per i corridoi del Giovannini. Nessuna risposta. Torna a gridare: “C'è nessuno?”. Niente. Silenzio totale. «E' deserto. Completamente deserto. Io sto strillando. Non è che non mi possono sentire», continua Baldi commentando il video che sta girando col suo I-phone. La scena è surreale. La telecamerina del cellulare riprende stanze e corridoi dei padiglioni A e B del centro socio sanitario “Roberto Giovannini” di Prato.

Il padiglione A è il centro prelievi, il padiglione B è l'accettazione. Le immagini mostrano una struttura ospedaliera aperta. E fin qui niente di speciale. E' una struttura pubblica dove chiunque può entrare liberamente. Basta che arrivi negli orari previsti. Ma la cosa incredibile è che i due padiglioni sono completamente deserti e siamo in orario di lavoro. Non c'è nessuno del personale: mancano gli infermieri, i dottori, gli impiegati. E tutti i macchinari - compresi computer, stampanti e telefoni – sono incustoditi. Potrebbe portarseli via chiunque. E' come entrare nel sequel di quei film anni '70 di Fantozzi dopo che tutti i dipendenti sono scappati a casa uscendo a spintoni dal luogo di lavoro. Alcune precisazioni però sono d'obbligo. Il video di Baldi è girato in un giorno particolare. E' giovedì 1° marzo. Quello della grande nevicata che imbianca in lungo e in largo tutta la Toscana. Ma i disagi per i cittadini sono contenuti: per le strade si riesce a circolare, il Giovannini è aperto. C'è poi la versione della Asl. «Non c'era nessuno perché era prevista la nevicata e la chiusura della struttura era anticipata alle 17 e 30. I cittadini erano informati con avvisi alle porte d'ingresso», spiega l'ufficio stampa. Ma la struttura ospedaliera non solo era aperta, ma non era nemmeno presidiata. Daniele Baldi entra ed esce tranquillamente sia dal padiglione A che dal padiglione B. Non c'è nessuna guardia giurata all'esterno anche se la Asl dice che ci doveva essere. E la neve nel piazzale antistante il padiglione B?

«Il sale era stato gettato la sera prima – risponde l'ufficio stampa - poi non sono più passati». Per essere ancora più precisi va detto che il video girato da Baldi mostra poco più di quattro minuti di quel giorno particolare. Sono le 17 e 30 o giù di lì. Certo però che risulta davvero difficile pensare che quella situazione incredibile sia durata solo quei quattro minuti. La gravità dell'accaduto rimane. Sarebbe bastato l'ingresso di un qualsiasi malintenzionato – e non un grillino capitato lì solo per ritirare un referto medico - e avrebbe potuto portato via con tutta tranquillità computer, stampanti, telefoni e attrezzi medici. Tutti perfettamente funzionanti e incustoditi.

Sorprendente anche la reazione delle forze dell'ordine. Baldi racconta al Tirreno: «Ho chiamato subito dopo i carabinieri. Pensavano si trattasse di una struttura privata, mentre la Polizia municipale mi ha chiesto cosa volessi fare, ma era chiaro che il problema non ero io». E Fantozzi torna a fare capolino.

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